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La famiglia e le altre forme di convivenza

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Covarelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mauro Volpi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

Nella nostra epoca abbiamo assistito, e tuttora stiamo assistendo, a un'indiscussa ribalta dei legami familiari e, in generale, della disciplina riservata al millenario istituto della famiglia. In un'epoca non troppo lontana vi era un unico modello di famiglia pensabile, realizzabile e tutelabile, ossia, sostanzialmente, quello delineato dai Padri Costituenti, interpretato secondo i costumi e le correnti ideologiche e culturali dell'epoca: la famiglia si presentava come una società naturale fondata sul matrimonio, dove per società naturale si intendeva quella venutasi a creare dal legame tra un uomo e una donna, legame dal quale si sarebbe originata la vita e, come tale, rivestito di un velo di “sacralità” e intangibilità. Tali aspetti vengono trattati nel primo capitolo dell'elaborato, procedendo con l'analisi delle disposizioni costituzionali dedicate alla famiglia, più precisamente gli artt. 29, 30, 31 Cost., collocati nel secondo titolo, “Rapporti etico-sociali”, della prima parte della Costituzione, “Diritti e i doveri dei cittadini”. Si tratta di norme profondamente innovative e controcorrenti rispetto a quella che fino ad allora era stata la tradizione costituzionale e legislativa. Oggi stiamo assistendo, invece, a una proliferazione delle forme familiari, sempre più libere ed eterogenee. Il legislatore ha cercato di superare il monopolio della famiglia “tradizionale”, lasciando spazio anche ad altre forme di convivenza, alle quali è stato riconosciuto uno status di unità familiari. Nei capitoli seguenti vengono dunque illustrate le tutele riconosciute ai modelli di convivenza alternativi,
tutele conquistate con fatica e la cui negazione comporta, inevitabilmente, un insanabile contrasto con i principi della Costituzione. Si pensi, a tal proposito, alla legge n. 76 del 2016 riguardante le parti di un'unione civile e le parti di una convivenza di fatto. Non si è arrivati, tuttavia, ad una perfetta e completa equiparazione tra lo status coniugale e quelli paraconiugali. A riguardo, risulta lampante che una sostanziale parificazione delle coppie conviventi a quelle sposate avrebbe dovuto avere, come necessaria conseguenza, la possibilità, per una coppia non unita dal vincolo matrimoniale, di accedere all'istituto dell'adozione dei minori. Tale accesso rimane, invece, irrimediabilmente precluso. Nel corso della trattazione emergono quindi, con tutta la loro carica problematica, le questioni relative all'adozione di minori, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, quali la surrogazione di maternità e la fecondazione eterologa. Concludendo, alla luce delle considerazioni esposte, emerge, indubbiamente, la necessità di fornire protezione pubblica alla famiglia, prima cellula sociale naturale, perseguendo in tal modo il Bene comune, caratterizzato da una sua equivoca oggettività, di certo non calpestabile. Altresì, vale la pena precisare che a nessuna persona, né, di conseguenza, a nessuna forma di “convivenza”, può essere negato un riconoscimento e le relative tutele, in piena conformità con i principi costituzionali. La nostra Carta Costituzionale si impegna,
infatti, a salvaguardare, senza alcuna distinzione di sorta, la persona umana, la sua personalità, la sua dignità. La stessa Corte Costituzionale ha lasciato un'impronta profonda, nella storia della giurisprudenza costituzionale, relativamente alla così delicata questione del riconoscimento di altre forme di convivenza al di fuori del rapporto coniugale, con la sentenza n. 138/2010. Tale pronuncia è rimasta, però, in bilico tra nuove prospettive di tutela e l'ancoraggio ai tradizionali modelli del passato.

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  Anno: 2017-18
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6 INTRODUZIONE La familiarità si presenta come una dimensione costitutiva dell’essere umano, grazie alla quale l’essere umano costruisce la sua identità soggettiva. È proprio nella coniugalità, nella genitorialità, nella filialità, nella fraternità, nella parentalità che l’essere umano acquisisce una propria identità personale, un’identità che potremmo finire “relazionale” 1 , peculiare dunque dell’essere umano. Non è pertanto errato considerare la famiglia la “struttura istituzionale primaria di identificazione dell’Io e dell’Uomo” 2 . Prima di dare inizio alla trattazione è opportuno sottolineare l’impossibilità di delineare a tutto tondo la realtà dell’esperienza familiare, limite oggettivo insuperabile che si aggiunge ai limiti soggettivi di chi scrive. La famiglia in quanto fonte di inesauribili tematiche, sociali, giuridiche e politiche, eccede ogni possibilità di trattazione omogenea ed esaustiva. Ciò detto, nella trattazione che segue, verrà in primo luogo descritta l’istituzione familiare così come è stata delineata dai nostri Padri costituenti nella Carta Costituzionale, la Legge Suprema del nostro sistema normativo. Già da questo primo capitolo emerge la tendenza, propria del potere politico, “ad invadere, per regolamentarla, la natura stessa della persona umana” 3 . Del resto il primo compito delle autorità pubbliche è proprio quello di disciplinare i diversi aspetti della vita dei membri di una società, senza che ciò comporti un autoritario controllo della sfera privata dei sentimenti di ogni individuo, anche se non sono mancate, in passato, esperienze in tal senso. Senza andare eccessivamente indietro nel tempo, si pensi al legislatore fascista e alla sua politica demografica 4 , o al fatto che lo stesso ricorreva alla discriminazione sessuale per sbarazzarsi degli avversari politici, i quali venivano accusati di omosessualità, di conseguenza internati in manicomi o relegati al confino. 1 F. D’Agostino, “Una filosofia della famiglia”, Giuffrè, Milano, 2003. 2 F. D’Agostino, “Una filosofia della famiglia”, cit., p. 243 ss. 3 A. Palazzo, “Eros e Jus”, Mimesis, Milano-Udine, 2015, p. 10. 4 Messa in atto con il Regio Decreto 13 febbraio 1927, n. 124.

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Parole chiave

costituzione
famiglia
maternità surrogata
convivenza more uxorio
adozione
unioni civili
fecondazione eterologa
legge n. 76/2016
artt. 29,30, 31 cost.

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