L'avventura di Vincenzo Carrese e di PUBLIFOTO, le carte del Fondo Ferdinando Carrese (1952-1980).

Questo lavoro di ricerca verte su di una agenzia fotografica, Publifoto, che per diverse ragioni ha fatto la storia del fotogiornalismo in Italia. Attraverso le sue fotografie Publifoto ha raccontato questo paese con scrupolo e disincanto, lasciandoci un patrimonio iconografico che per quantità e varietà non ha uguali. Ciò che rende speciale questa agenzia è la portata delle relazioni che Vincenzo Carrese, il fondatore, seppe stringere con i propri collaboratori, sul territorio nazionale e ancor di più con l’estero. Dal 1927, per più di cinquant’anni, i fotografi Publifoto hanno scattato milioni di fotografie, fissando nelle proprie lastre i mille fatti, grandi e piccoli della storia d’Italia. Nell’archivio fotografico si trovano i fatti eccellenti e la quotidianità, un patrimonio di informazioni che meritano e aspettano di essere prese in considerazione.
Stranamente, su questa agenzia che anche nel settore non tutti ricordano, si è scritto relativamente poco, la modesta letteratura specifica riguardante Publifoto è composta principalmente da articoli apparsi su riviste specializzate e cataloghi di mostre fotografiche, in entrambi i casi risalenti agli anni sessanta/ottanta. Questo stato di cose ha inevitabilmente determinato anche l’approccio metodologico con cui si è cercato di ricostruire l’attività dell’agenzia e del suo fondatore Vincenzo Carrese.
Un lavoro basato sull’archivio fotografico, è scoraggiato dalla mole di lastre e stampe che lo compongono (circa 4 milioni) che porterebbero inevitabilmente ad un’analisi a campione. Stesso discorso vale per i giornali, con l’aggravante che solo in rarissimi casi, assieme alla fotografia, questi riportavano il nome dell’agenzia da cui le stesse foto provengono. D’altra parte, il sia pur prezioso materiale raccolto in letteratura, per sua natura divulgativo, si basa sulle immagini e sul loro rapporto con i giornali, inducendo a focalizzare l’attenzione sulla terza categoria di fonti: i documenti e le carte amministrative dell’agenzia Publifoto di Milano.
A sostegno di questa scelta concorre anche la constatazione che nessun precedente lavoro di ricerca è stato fatto su questi documenti. L’autore di questa Tesi si è preoccupato in primo luogo di recuperare il maggior numero di carte e documenti possibili, circa 1600, procedendo successivamente all’identificazione e catalogazione.
Un approccio “dai documenti” si è dimostrato sorprendentemente nuovo e conseguentemente ricco di informazioni che vanno ad aggiungersi al bagaglio di dati reperiti in letteratura; d’altra parte non si è creduto di escludere del tutto le altre due fonti primarie, le immagini e i giornali, il cui compendio ha giovato all’esigenza di dare organicità e coerenza al lavoro.
Questa tesi, pertanto, si compone di 4 sezioni, ognuna delle quali affronta il fotogiornalismo da tre punti di vista, diversi ma non distinti:
- Nel primo capitolo si è voluto raccontare per sommi capi la storia tecnica, culturale e sociale della fotografia d’informazione, dalla sua nascita, a metà del XIX° secolo agli anni Venti del ‘900, con maggiore attenzione per l’esperienza dei fotografi italiani.
- Il secondo capitolo racconta la storia professionale di Vincenzo Carrese e della sua Publifoto attraverso le informazioni reperite nella letteratura e quelle estratte dal Fondo documentale di Ferdinando Carrese.
- Nel terzo capitolo trova posto una descrizione affatto esauriente degli oltre 1600 documenti raccolti e catalogati, accompagnata da alcune aggregazioni degli stessi, in schemi e tabelle riassuntive, a sostegno dell’ipotesi di partenza di questo lavoro di ricerca che intende dimostrare l’importanza dell’agenzia Publifoto nel panorama fotogiornalistico nazionale ed internazionale, e di conseguenza l’utilità per la ricerca storica delle informazioni da essa prodotte. Segue l’analisi di alcuni fondi di particolare interesse.
- La quarta ed ultima sezione contiene un estratto del Fondo completo dei documenti raccolti e riprodotti in via digitale, la cui mole ne ha sconsigliato la stampa integrale.

Francesco Giunta.
www.francescogiunta.com

Mostra/Nascondi contenuto.
63 3. IL FONDO DOCUMENTALE FERDINANDO CARRESE PUBLIFOTO. 3.1 Presentazione dei documenti rinvenuti in via Foppa a Milano. Il fondo documentale Ferdinando Carrese Publifoto, oggetto di questa tesi, è costituito da una serie relativamente omogenea di documenti che Ferdinando Carrese ha conservato in seguito alla chiusura degli uffici dell’agenzia Publifoto di cui era titolare. Il materiale non precedentemente organizzato si trova in buono stato di conservazione […]. Si è reso necessario tuttavia un preliminare lavoro di pulizia, sistemazione e riordino degli scatoloni stessi per identificarne grossolanamente il contenuto e per porre lo stesso in sicurezza. I documenti sono conservati prevalentemente in buste di carta marrone o cartelline di carta con sopra indicato brevemente il contenuto, tuttavia una buona percentuale di questi si trova in forma sciolta all’interno delle scatole di cartone. Dove è stato possibile si è proceduto alla raccolta di documenti coerenti in cartelle e per tutti, alla pulizia e riordino. Il lavoro successivo è stato quello della riproduzione fotografica digitale dei documenti per una consultazione più agevole e per la conservazione in copia degli stessi. E’ stato riprodotto circa il 90% dei documenti totali con una copertura pressoché totale delle diverse tipologie, si è omesso di riprodurre in genere copie multiple di carte già riprodotte e per le serie di documenti contabili, quali fatture, sono stati riprodotti solo alcuni esempi allo scopo di attestare la sussistenza di un rapporto commerciale con l’agenzia Publifoto e non ricostruirne natura e portata. In generale si è cercato di recuperare l’estensione dei rapporti professionali dell’agenzia, piuttosto che la profondità degli stessi, rimandando a successive iniziative di ricerca l’approfondimento in questa direzione. 3.2 Tipologia dei documenti e tentativo di catalogazione del fondo. Come si è detto, il fondo è composto da una serie abbastanza omogenea di documenti, e ci si riferisce al fatto che la quasi totalità di essi riguarda relazioni professionali, o più semplicemente commerciali, con altre agenzie fotogiornalistiche o periodici ed editori in genere; tuttavia una porzione non trascurabile del fondo è costituita da lettere e corrispondenza coi collaboratori, fotografi dell’agenzia Publifoto o

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Giunta Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2462 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.