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La struttura della tesi di laurea: le note

La quantità e l'estensione delle note sono uno degli aspetti caratteristici delle tesi di laurea.

Dal momento che un laureando non può fondare la validità di quanto scrive su una propria riconosciuta autorità in materia, è necessario che argomenti diffusamente le proprie affermazioni. Le note, in questo caso, sono un ottimo strumento per fornire le necessarie argomentazioni senza appesantire il testo con continui incisi.

Per esempio, si può fare riferimento a una sentenza quale esempio di una determinata interpretazione giuridica nel testo, e fornire in nota tutti gli elementi che dimostrano la pertinenza di tale riferimento. Oppure, si può sintetizzare nel testo il pensiero di un autore su un determinato argomento, riportando in nota una più diffusa citazione letterale, così da sottoporre al giudizio del lettore la correttezza della propria sintesi.

Inoltre, le note servono a fornire tutte le indicazioni relative alle fonti: ogni citazione testuale, così come ogni riferimento a pubblicazioni consultate, deve essere corredato da precise indicazioni che ne consentano l'identificazione. Trovate indicazioni specifiche sul corretto inserimento di citazioni nella vostra tesi in questa pagina. A questo scopo, l'apparato di note viene usato congiuntamente alla bibliografia.

Un importante consiglio pratico: non inserite manualmente la numerazione delle note! La vostra tesi dovrà subire numerose revisioni e sarebbe davvero sgradevole, ogni volta che si rende necessario inserire una nuova nota, dover rinumerare tutte quelle che seguono. Vi ricordiamo che quasi tutti gli editor di testo hanno la funzione “Inserisci nota a piè di pagina” (in Word è sotto la sezione “Riferimenti”) che numera e formatta automaticamente le note.

Se siete confusi da termini come “Cfr.”, “Vd.”, “Ibidem”, “Ivi” che trovate nelle note di altri elaborati, ecco il loro significato:

  • Cfr. è l’abbreviazione della parola latina confer, ovvero confronta. Si usa per indicare ulteriori materiali o idee che possono fornire informazioni o argomenti simili o differenti. In inglese veicola lo stesso significato l’abbreviazione cf.
  • Vd. sta per “vedi”. In inglese si usa v.
  • Ibidem è un avverbio latino che significa "nello stesso luogo”. Si usa quando si cita la stessa opera già citata in precedenza e veicola il significato della frase "nella stessa opera (sopra citata)”, solitamente è seguita dal numero della pagina (o altra indicazione per trovare la citazione). Quindi se nella stessa pagina dobbiamo citare la stessa opera e le stesse pagine possiamo usare Ibidem .
  • Ivi altro avverbio che significa “In quel luogo”. Si utilizza per rinviare a una fonte già citata in precedenza. Quindi se nella stessa pagina dobbiamo citare la stessa opera ma pagine differenti possiamo usare Ivi + pagg. x-y

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