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Definizione di Leverage o rapporto di indebitamento

Leverage = totale attivo / Capitale proprio

Rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi, proporzione che esprime la partecipazione del capitale proprio ai rischi d’impresa.
Un rapporto pari a 4, per esempio, indica che per ogni euro di mezzi propri l’impresa ha effettuato 4 euro di investimenti, vale a dire che 3 euro di investimenti sono stati finanziati da capitale di debito. Esprime quindi il grado di dipendenza da terzi finanziatori.
Dal punto di vista finanziario, se il rapporto è elevato, l’impresa viene percepita dai potenziali creditori come molto rischiosa e la conseguenza più immediata è un aumento della remunerazione richiesta da chi apporta capitale che si traduce in un incremento degli oneri finanziari.
Dal punto di vista economico, un incremento dell’indice dunque determina una variazione di eguale segno nell’ammontare degli oneri finanziari, sia a seguito dell’eventuale aumento del tasso al quale vengono ottenuti i finanziamenti, sia a seguito dell’incremento della base sulla quale tali oneri vengono calcolati. Sotto questo profilo è conveniente indebitarsi fino a che il rendimento che si ottiene dall’investimento dei nuovi capitali raccolti è superiore al costo dei capitali stessi (effetto leva). Tale manovra, tuttavia, richiede un’attenta analisi dei conseguenti effetti positivi e negativi. Se, infatti, in un secondo momento l’indice raggiunge valori troppo elevati, l’impresa, giudicata troppo rischiosa, può addirittura vedersi negata la possibilità di ottenere nuovi finanziamenti o il rinnovo di quelli in scadenza.
L’indice è da valutarsi positivamente per valori inferiori a 3, mentre deve ritenersi pericoloso per valori superiori a 5.

di Salvatore Romeo

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