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Definizione di Creative Commons

Tali licenze sono nate per tutelare l’arte digitale, quali per es: la letteratura e la musica. Sorsero nel 2001, grazie all’iniziativa di alcuni giuristi ed esperti di diritto delle nuove tecnologie, e si proposero di fornire una serie di strumenti, su ispirazione della licenza GPL e del concetto di Copyleft, che permettessero agli autori di distribuire le proprie opere con vari gradi di libertà. L’autore può destinarle al pubblico dominio oppure può mantenere il copyright ma allo stesso tempo rendere possibile il loro utilizzo in determinate condizioni. Nel dicembre 2002 è stato rilasciato un gruppo di quattro licenze che come base comune hanno il mantenimento di una serie di “baseline rights”, ossia i diritti “fair use”, di “first sale” e “free expression”, concepiti nell’ordinamento giuridico statunitense ma presenti sotto altre forme in quasi tutti gli altri stati.
Preservando tali diritti, tutte queste licenze impongono al pubblico di:
• chiedere il permesso per tutti ci comportamenti che si è deciso di limitare, come le rielaborazioni dell’opera o il suo utilizzo commerciale;
• mantenere intatte le informazioni di copyright su ogni copia dell’opera;
• non usare tecniche che limitino l’uso legittimo dell’opera da parte del pubblico.
D’altro canto la licenza permette al pubblico, sottostando ai suoi termini, di:
• copiare l’opera;
• distribuire l’opera;
• mostrarla o eseguirla al pubblico;
• eseguirla in pubblico in forma digitale (Webcasting) ;
• convertire l’opera in altro formato preservandone l’integrità (copia conforme, non rielaborata) .
Una volta assicurati questi diritti e obblighi le quatto licenze Creative Common, chiamate Attribution, NonCommercial, No Derivative Works e Share Alike, si basano su altrettanti concetti di base che possono essere mescolati tra loro:
• Paternità dell’opera: viene concesso a tutti il diritto di copiare, distribuire ed eseguire pubblicamente l’opera (o l’eventuale opera modificata con autorizzazione) a condizione che venga citato l’autore dell’originale.
• Utilizzo non commerciale dell’opera: si può copiare, distribuire ed eseguire pubblicamente l’opera e le rielaborazioni, solo per fini non commerciale, tranne nel momento in cui l’autore permetta utilizzi diversi.
• Copyleft sulle rielaborazioni: viene concesso il diritto a distribuire rielaborazioni a condizione che queste siano accompagnate dalla stessa licenza della versione originale.
• Inalterabilità dell’opera: viene dato il diritto a copiare, distribuire, e seguire l’opera a condizione che essa non venga modificata.

di Erika Della Chiesa

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