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Definizione di Benchmarking

1. Benchmarking generico.
Denominato “benchmarking sui processi generici”, rappresenta la tipologia più recente tra quelle sino ad ora impiegate. Questo approccio è definito anche “puro” nel senso che, ritenendo che esistano processi o funzioni organizzativi uguali anche in settori diversi fornisce la possibilità di scoprire prassi e metodi che non sono attuati all’interno dell’ambito dell’indagine e/o nel settore di sua appartenenza.
2. Benchmarking funzionale o di tipo “best practice”.
Consiste in un confronto con altre organizzazioni, per una specifica attività o funzione indipendentemente dal settore di appartenenza. Pone l’attenzione sulle metodologie gestionali e sulle performance di un’area funzionale (ad es. gestione risorse umane, produzione, ecc.) di un’organizzazione e le confronta con quelle di un’altra organizzazione, o ancora di un processo trasversale rispetto a più funzioni. La finalità principale del benchmarking funzionale è comparare parti, o fasi di processi, che possiedono una certa omogeneità o conformità anche se sono riferiti ad altri settori.
3. Benchmarking interno.
Si limita a mettere a comparazione più entità che fanno riferimento alla stessa organizzazione, confrontando le prestazioni e le procedure e gli iter seguiti nelle funzioni e nelle unità. Il confronto istituzionalizzato tra unità facenti capo alla medesima società è impiegabile, in genere, nei gruppi industriali (dove esistono società controllate geograficamente decentrate, divisioni o grandi unità di servizio) o nelle grandi aziende (dotate di attività diversificate).
In questo modo, si pongono a confronto entità interne diverse e similari (come unità produttive, funzioni amministrative, unità di vendita) per individuare l’unità che dispone o utilizza le prassi migliori.
4. Benchmarking competitivo o strategico.
Si tratta di uno strumento, che persegue la finalità di comprendere i fattori che determinano il vantaggio competitivo dei migliori concorrenti, attraverso un confronto della propria organizzazione con altre similari o identiche. Per questo, secondo alcuni autori, questa tipologia di benchmarking può essere definita meglio come “esterna”, in contrapposizione al benchmarking interno. Il benchmarking strategico è interessato, più che a evidenziare i processi o le caratteristiche strutturali della concorrenza, all’analisi sia dell’impiego delle risorse in alcune parti dell’organizzazione sia dell’efficacia di tali risorse. Da sottolineare come, parlando di benchmarking, esista una differenza notevole tra lo strumento strategico utilizzato dalle imprese e lo strumento mutuato dal settore pubblico. Mentre per le imprese la necessità dell’utilizzo del benchmarking deriva dalla concorrenza del mercato, nei soggetti erogatori di servizi pubblici il benchmarking è lo strumento per aumentare la qualità e l’efficienza dei servizi erogati puntando sugli standard dei soggetti simili considerati migliori. Nell’ambito del settore pubblico, quindi, il benchmarking ha una finalità legata all’individuazione della prestazione migliore, in termini di servizio pubblico erogato. In particolare, la tecnica del benchmarking può:
- agevolare il confronto tra le performance dei servizi analizzati, al fine di individuare le procedure migliori, ed apportare le revisioni necessarie per garantire un miglioramento del proprio servizio;
- favorire il miglioramento, lo sviluppo e l’apertura al confronto esterno dei sistemi di pianificazione e controllo delle singole amministrazioni, promuovendo l’evoluzione del sistema di indicatori in uso verso la confrontabilità con le prestazioni di altre amministrazioni, attraverso la costituzione di un nucleo di indicatori comuni alle Province partecipanti al progetto;
- contribuire all’introduzione di nuovi strumenti di valutazione, come le analisi temporali e spaziali.

di Marzia Rinalduzzi

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