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Definizione di Salute organizzativa

La capacità di un’organizzazione non solo di essere efficace e produttiva, ma anche di crescere e svilupparsi promuovendo e mantenendo un adeguato grado di benessere fisico e psicologico, alimentando costruttivamente la convivenza sociale di chi vi lavora. Un’ipotesi ampiamente condivisa lega lo stato di salute degli operatori sanitari e dell’organizzazione a quello dei malati e la qualità erogata alla qualità della vita lavorativa degli erogatori.
Le organizzazioni, attraverso la definizione dei contesti di lavoro e l’adozione di alcune pratiche, possono contribuire o meno al benessere e influire direttamente sullo stato di salute dell’intero sistema. Il benessere organizzativo risiede nella qualità della relazione esistente tra le persone e il contesto di lavoro.
Quando si verificano condizioni di scarso benessere organizzativo, si determinano, sul piano concreto, fenomeni quali: diminuzione della produttività, assenteismo, bassi livelli di motivazione, stress e burn out, ridotta disponibilità al lavoro, carenza di fiducia, mancanza di impegno, aumento di reclami da parte del cliente. Questi e altri indicatori di malessere rappresentano il riflesso dello stato di disagio e malessere psicologico di chi lavora. La riduzione della qualità della vita lavorativa in generale e la diminuzione del senso individuale di benessere rendono, pertanto, onerosa la convivenza e lo sviluppo dell’organizzazione.

di Paolo Tranquillini

Visita la sua tesi » Salute organizzativa in un contesto sanitario locale: applicazione di uno strumento diagnostico multidimensionale