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La Carta del Lavoro

21 aprile 1927

Nasce la Carta del Lavoro, uno dei documenti ideologici fondamentali del fascismo – regime. Si tratta di un solenne documento che esprime l'etica e i principi sociali del fascismo e riassume tutta la legislazione del lavoro (fondamentale in una logica produttivistico - corporativa) e le realizzazioni sindacali maturatesi.
Sotto il profilo sociale e in particolare del miglioramento delle condizioni del lavoro, la Carta non innova in realtà significativamente. A parte alcune enunciazioni piuttosto generiche, varie norme in essa contenute già preesistono legislativamente, altre sono ormai allo studio e con una maggiore collaborazione politica sarebbero maturate naturalmente come logica conclusione dello sviluppo sociale di un paese in trasformazione abbastanza rapida come l'Italia era. Contrariamente a quanto sbandierato dal fascismo, che parlò di punto di partenza per la costruzione di una nuova organizzazione della società italiana, nulla vi è di rivoluzionario nella Carta del Lavoro, ma la sua pubblicazione vale a dare una patina di socialità al nuovo regime, permettendogli di presentarsi come avviato su una strada nuova.

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