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La costituente discute individualismo e personalismo

25 settembre 1946

Durante la seduta della terza Sottocommissione dell'Assemblea Costituente dedicata al diritto di proprietà, tema introdotto dal relatore Paolo Emilio Taviani, emerge la concezione antitetica all'individualismo capitalistico del personalismo. Si tratta di una concezione decisamente restrittiva della proprietà, in cui il soggetto titolare di questo diritto è non più un individuo atomisticamente considerato, bensì una «persona organicamente concepita nella società», e che come tale non può pretendere un diritto tanto esteso da entrare in conflitto con gli interessi della stessa comunità di cui era parte integrante. Per cui, se si riconosce che il diritto di proprietà è funzionale al benessere tanto del singolo quanto della società, si devono riconoscere come legittime sia le limitazioni a questo diritto per finalità sociali, sia la costituzione di proprietà collettive per le stesse finalità.
Durante questo dibattito, Fanfani non esita a porsi dalla parte di Taviani, accettandone in pieno l'impostazione anticapitalista. L'individuo, nella visione economica di Fanfani e Taviani, risulta come una astrazione utile solo a perpetuare i privilegi oligarchici del capitalismo. Si tratta di una visione comune ai cosiddetti "professorini" - Fanfani, La Pira, Taviani, Moro e Dossetti - che costituisce un punto fermo nella ideologia di quello che sarebbe diventato, proprio durante i lavori costituenti, il gruppo dossettiano.

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