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L'operazione Filodrammatici

30 gennaio 1988

Vengono convocati i consigli di amministrazione della Ferfin, della Silos, della Pafinvest, della Meta, dell'Agricola e della Montedison, dove sono illustrate le modalità della risistemazione delle società in questione nell'orbita del Gruppo Ferruzzi, in base a un progetto di ristrutturazione ("operazione Filodrammatici") del Gruppo Ferruzzi e della Montedison messo a punto da Cuccia e Gardini (a cui ha partecipato attivamente anche l'amministratore delegato della Meta Giuseppe Garofano). Al termine di questa girandola di consigli di amministrazione, Gardini consegna ai giornalisti un comunicato preparato da Mediobanca da pubblicare su tutte le maggiori testate. In esso viene spiegato a grandi linee il piano di ristrutturazione che coinvolgerà tutte le società di competenza del Gruppo Ferruzzi e che scatterà il lunedì successivo, 1° febbraio. Il punto centrale del progetto è la fusione della Meta (in precedenza controllata al 65% circa dalla Montedison) con la Ferruzzi Finanziaria, holding del Gruppo Ferruzzi precedentemente non quotata in Borsa. Si ricorda che la Meta ha importanti partecipazioni nella Fondiaria (49,9%), nella Standa (70%), e nella Rizzoli (circa il 22%), rappresentando così dalla sua nascita il settore terziario della Montedison. Inoltre la Meta rileva dalla società di Foro Buonaparte la Sade (che ha in portafoglio il 2,7% della Pirelli & C.), la Sifi (un'altra finanziaria) e la società editrice del Messaggero. Solo con questa fusione si riduce di circa 2.000 miliardi di lire il debito della Montedison, ormai diventata un'azienda come tutte le altre, «un semplice gruppo chimico con un futuro sempre interessante visto che la chimica è un bel business». La Montedison finisce sotto il controllo della Ferruzzi Agricola Finanziaria che incorpora anche la Silos di Genova e la Pafinvest (quest'ultima ha nel suo portafoglio la partecipazione nella Mira Lanza). A sua volta la Ferruzzi Finanziaria, che fino a ieri era interamente di proprietà personale della famiglia Ferruzzi, dopo aver incorporato la Meta viene quotata in Borsa: il rapporto di concambio previsto per la fusione con a Meta (15 azioni della Ferfin ogni 4 della Meta) riduce al 39% la quota dei quattro fratelli Ferruzzi, una quota che sarà controllata dal Gruppo Ferruzzi attraverso una nuova società in accomandita. A garanzia dell'intera operazione scenderà in campo un consorzio di garanzia guidato da Mediobanca, insieme alle tre banche di interesse nazionale (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano, Banco di Roma) e ad altre banche italiane ed estere. In tutta questa operazione non è previsto alcun esborso da parte della famiglia Ferruzzi, ma il prezzo che deve pagare è la drastica riduzione (dal 100% al 39%) del suo controllo della Ferfin.

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