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Molotov a Berlino

12 novembre - 13 novembre 1940

Il ministro degli esteri sovietico Molotov si reca in visita a Berlino, dove ha colloqui sia con Hitler che con Ribbentrop.
La prima discussione viene impostata dal ministro tedesco in termini generali, cosicché fra i due non vi sono motivi di contrasto, mentre il clima è ben diverso nei colloqui che Molotov ha con Hitler. Il Fuehrer cerca di rassicurare il proprio interlocutore, soprattutto per quanto riguarda la penisola balcanica, sottolineando che la Germania non ha interessi politici, bensì esclusivamente economici, tuttavia Molotov deve preoccuparsi quando Hitler prospetta una possibile azione militare per evitare lo sbarco inglese in Grecia, da dove potrebbero rappresentare un pericolo per i pozzi petroliferi romeni. Il ministro sovietico accenna invece alla Finlandia come all'unico punto del patto nazi-sovietico che non ha trovato realizzazione, insistendo sul ritiro delle truppe tedesche dal paese scandinavo; chiede notizie più particolareggiate su quale sia l'atteggiamento tedesco, o meglio dell'Asse, nei confronti degli interessi sovietici nei Balcani e nel Mar Nero, sul nuovo ordine europeo e i confini della sfera della "Grande Asia Orientale", che il Patto Tripartito assegna al Giappone. Hitler parla soprattutto di quest'ultimo punto: niente si farà in Europa senza che prima l'Urss si sia espressa sui propri interessi, ma soprattutto in Asia, dove il governo di Mosca avrà un ruolo fondamentale, insieme a quello giapponese, nella definizione dei confini della "Grande Asia Orientale".
Il giorno successivo la discussione fra i due è assai aspra sulla Finlandia; Hitler dichiara che il governo del Reich, pur riconoscendo che il paese scandinavo fa parte della zona d'influenza sovietica, vi ha almeno per il periodo bellico interessi economici tanto forti quanto quelli in Romania e si aspetta da Mosca la stessa comprensione che la Germania ha mostrato nei confronti delle rivendicazioni sovietiche in Lituania e Bucovina, anche quelle non previste dal patto del 1939. Un altro punto di discussione riguarda la proposta tedesca di chiudere lo Stretto dei Dardanelli a tutte le navi da guerra escluso quelle sovietiche: a questo proposito Molotov risponde seccamente. Questa discussione non risulta particolarmente gradita al Fuehrer, tuttavia il governo tedesco continua a sviluppare il progetto di un "patto a quattro", cosicché, durante l'incontro di commiato fra i due ministri degli Esteri, Ribbentrop presenta al collega una bozza dell'accordo tra le potenze del Tripartito e la Russia. Molotov si mostra possibilista, però si accorge anche della volontà tedesca di escludere l'Unione Sovietica dall'Europa (parlando delle sfere d'influenza, Ribbentrop ha insistito più volte che il punto "centrale" delle aspirazioni territoriali sovietiche è verso sud, in direzione dell'Oceano Indiano) e sottolinea invece che gli interessi sovietici in Europa orientale riguardano non solo la Bulgaria (con la quale Mosca vuole stipulare un patto analogo a quello siglato dall'Asse con il governo di Bucarest, ritenendolo essenziale per la propria sicurezza), ma anche Romania e Ungheria, inoltre vuole essere informato in modo dettagliato sull'atteggiamento dell'Asse nei confronti della Jugoslavia e della Grecia.
L'andamento dei colloqui non può soddisfare il governo del Reich, poiché ogni decisione è rimandata a un nuovo incontro da tenersi a Mosca, in modo da permettere a Molotov di discutere le proposte tedesche con Stalin.

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