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La violenza psicologica sul luogo di lavoro: il mobbing

Il mondo del lavoro è caratterizzato da una serie di scontri e conflitti che vedono protagonisti tutti i lavoratori, conflitti che non creano particolari problemi perché sono temporanei, oppure generalizzati, oppure ancora, sono di un'identità tale da non compromettere in modo permanente la qualità dei rapporti tra i lavoratori e la loro salute psicofisica. Esistono però degli altri conflitti che perdono questa caratteristica di ''normalità'' per assumere quella di ''patologia'', nel senso che sono talmente violenti che portano alla distruzione psicofisica di uno dei contendenti. Stiamo parlando dell'oggetto di questa tesi, il Mobbing: una forma di violenza prevalentemente psicologica che si genera all'interno dei più svariati luoghi di lavoro. Si può cominciare a parlare di Mobbing quando gli attacchi di uno (o più) dei rivali nei confronti del collega o sottoposto più debole, occorrono con una frequenza molto elevata(statisticamente almeno una volta la settimana) e per un periodo di tempo lungo (statisticamente per almeno 6 mesi) in modo tale che il soggetto preso di mira si trovi in una posizione di ''assoluta'' e ''costante'' inferiorità ed impotenza, che lo porta a subire gravi conseguenze sul piano psicologico, sul piano fisico e su quello sociale. Partendo da questi valori minimi, si può arrivare a vittimizzazioni con frequenze quotidiane e che durano anche molti anni. Quello che distingue il M., in sostanza, non è (entro ovvi limiti, s'intende!) ciò che di male è fatto alla vittima, o come ciò sia fatto, ma piuttosto la frequenza e la durata di questo ''male''. Si può identificare il M. con il meccanismo dello stillicidio: un qualsiasi atto lesivo, anche il più banale, ripetuto continuamente, alla fine provoca danni ingenti (vi ricordate la tortura della goccia? Eppure era solo una goccia!). A chi può essere utile la lettura di questa tesi? A moltissimi soggetti è la risposta; in quanto lo studio di questo fenomeno, vecchio come il mondo ma sotto osservazione scientifica solo da poco più di una decina d'anni, apre degli scenari prima inimmaginabili. E' utile prima di tutto alle AZIENDE, che conoscendo i meccanismi di funzionamento del Mobbing potranno combatterlo, e con esso eliminare le conseguenze che si porta dietro: dall'assenteismo eccessivo, agli sbalzi di produzione e produttività, agli infortuni, alle dimissioni apparentemente immotivate, all'avvelenamento del ''clima'' del luogo di lavoro. Oltre a questo le AZIENDE troveranno tra gli altri due capitoli (intitolati ''il M. è un fenomeno subdolo'' e ''le soluzioni'') dedicati, rispettivamente, ai segnali premonitori della presenza del M., cosa fondamentale per curarlo prima che faccia danni, anche economici, molto costosi; e alle diverse tecniche per giungere ad evitare il verificarsi del fenomeno. E' utile agli AVVOCATI e ai MAGISTRATI, in quanto il M. si caratterizza anche per la lesione dei diritti civili delle vittime, ed anche per la commissione di gesti estremi di queste ultime nei confronti dell'aggressore. Le applicazioni in questo campo possono essere molte, si pensi ad esempio, alla concessione delle attenuanti a chi ha agito in stato di esasperazione in quanto vittima di continui maltrattamenti. Ancora, è utile ai MEDICI (di famiglia, soprattutto) e agli PSICOLOGI, al fine di effettuare diagnosi precoci della malattia (il Disturbo Post Traumatico da Stress) in cui spesso cade la vittima; e ancor di più per evitare, come sovente succede, di prendere il paziente per visionario, o affetto da manie di persecuzione. Addirittura ci permettiamo di consigliare la lettura di questo scritto agli INQUIRENTI in genere, in quanto, come detto, molti reati (dalle lesioni, ai sabotaggi, agli omicidi, finanche ai suicidi) trovano nel M.la loro spiegazione. E non è finita, è utile che conoscano ''bene'' il Mobbing: i LAVORATORI, per sapere quando sono vittime (loro stessi o qualche collega) del fenomeno, e tutti coloro che vogliano impegnarsi POLITICAMENTE per trovare soluzioni al problema.

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6 Introduzione Il lavoro è uno degli elementi centrali della vita dell’uomo non solo perché occupa in termini di tempo una parte consistente della sua esistenza ma anche per l’importanza che assume a livello personale e sociale. Sicuramente non è sempre stato così, se risaliamo alle civiltà greche e romane troviamo che questi popoli consideravano il lavoro come una punizione o comunque un qualcosa di ingrato: la classe sociale più alta non lavorava e tutte le attività lavorative erano affidate principalmente a schiavi e poveri. Il lavoro manuale era considerato stancante, volgare, degradante e nemico dell’anima. Più tardi il lavoro assume significati religiosi e diventa una modalità di espiazione e redenzione dai peccati; i cristiani, per esempio, lo assumevano, insieme alla fede, come valore fondamentale dell’uomo in contrapposizione all’ozio che veniva considerato un generatore di peccato. Durante la riforma protestante il lavoro prese poi l’aspetto di dovere dell’uomo, per cui non lavorare veniva reputato un qualcosa di deviante ed immorale. Nel secolo scorso, quando il lavoro diventa un’attività organizzata, si accentua sempre più il concetto di sfruttamento dell’uomo sull’uomo per cui lavorare è sempre correlato a produrre. Il potere ed il possesso dei mezzi produzione diventano modalità di sfruttamento di pochi su molti, per i quali il lavoro ha oramai una sola connotazione legata alla sopravvivenza fisica. Oggi, almeno in Occidente, il concetto del lavoro si è notevolmente ampliato, ha assunto così significati espressivi e significati strumentali . Dal punto di vista espressivo il lavoro è un qualcosa che rappresenta una modalità di realizzazione data dall’attività intrinseca soddisfacente. Il piacere del lavoro ed il senso di realizzazione possono derivare dallo svolgere una determinata mansione tecnica che permette di fare nuove esperienze e di imparare ad utilizzare la propria abilità lavorativa e quindi di migliorare la stima di sé.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Matteo Negri Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 23970 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 39 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.