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Israele e Palestina: conflitto e identità nel cinema

Il lavoro che presentiamo è il risultato di un'ampia ricerca, svolta nel corso degli ultimi due anni, sulla presenza del cinema nella dialettica di confronto israelo-palestinese. L'idea di fondo è stata quella di realizzare-comprendere che non poteva il cinema - strumento polivalente di espressione e democrazia - rimanere al margine di una lettura critica e interpretativa di quello che è il dramma omerico dei nostri giorni.
Partendo da un'introduzione che colloca il cinema israelo-palestinese come cinema di guerra, la nostra ricerca si sviluppa poi in tre capitoli principali. Il primo indaga da un punto di vista prettamente storico le origini del cinematografo in terra di Palestina e le condizioni attuali dell'industria cinematografica, sia israeliana che palestinese. Il corpus principale dell'elaborato, dove vengono analizzati i temi di conflitto e identità, è rappresentato da secondo e terzo capitolo, dove l'opera filmica dei più rappresentativi registi delle due parti è analizzata nello specifico.

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VII PREFAZIONE Il lavoro che presentiamo il risultato di un ampia ricerca, svolta nel corso degli ultimi due anni, sulla presenza del cinema nella dialettica di confronto israelo-palestinese. L idea di fondo stata quella di realizzare-comprendere che non poteva il cinema — strumento poli- valente di espressione e democrazia - rimanere al margine di una lettura critica e interpretativa di quello che il dramma omerico dei nostri giorni: la storia di una terra eternamente promessa , dove i confini pi facile guardarli a occhi chiusi, frutto dell immaginario collettivo, piuttosto che di linee verdi, rosse o di cemento. Dove — come diceva Meron Benvenisti (*) — la Gerusalemme vera solo quella celeste, sogno di ogni redenzione, ebrea, cristiana, musulmana . Tragica invece e smarrita, la Gerusalemme terrestre, arcipelago di quartieri, villaggi, accampamenti, un p Dallas un po ghetto per rifugiati, crogiolo di genti di ogni colore e religione, armeni/ortodossi, azkenazi/sefar- diti/falascia, drusi/hezbollah, per non dire delle ondate successive di popolazioni dall Est europeo. Nel processo della nostra ricerca, la prima sorpresa stata quella di ritrovare un volume di materiale eccezionalmente cospicuo, ma del tutto disorganizzato ed estraneo alle categorie di collocazione critica in cui si usa sistemare la produzione cinematografica corrente: molte monografie, flash di riviste specializzate (in particolar modo ˙Filmcritica¨, ˙Cineforum¨, ˙Segnocinema¨, ma non solo), tematiche emerse in funzione di avvenimenti particolari, recensioni e articoli dispersi. E sembrato quindi indispensabile, come primo passo, procedere a una stabilizzazione del quadro sto- rico sui due diversi fronti di indagine, per poi affrontare, nei capitoli successivi, i termini di iden- tit /conflitto che il cinema israelo/palestinese ha saputo realizzare in questi ultimi dieci/quindici anni con risultati di rara efficacia e con riconoscimenti internazionali di prestigio. Pi seducente e creativa apparsa quindi la prospettiva di affondare l analisi nella dialettica degli opposti di questa complessa ricerca e cogliere, a mano a mano che si procedeva nel lavoro, una straordinaria capacit di dialogo tra genti di antica consuetudine. Nulla a che vedere con l infamia dei giorni nostri, il Muro in costruzione nella Terra Promessa, di cui riportiamo un immagine senza commenti, a pagina 121, a chiusura del lavoro. La ricerca si andata articolando su uno spettro rappresentativo di molteplici interessi socio-culturali e politici. Per questo ci siamo avvalsi del contributo di esperti della cooperazione internazionale quali: Plinio Corrado, ingegnere, responsabile del Team di valutazione e monitoraggio dei programmi comunitari nei Territori Occupati (aiuto diretto ai Palestinesi) nel periodo tra le due Intifada (1992/2000); di Angelo Stefanini, medico, responsabile dei programmi OMS nei Territori Occupati nell anno 2002; di Lorenza Sebastiani, laureanda in Scienze Politiche con una tesi sugli insedia- menti israeliani in Palestina; di Antonio Catolfi, docente di Teorie e tecniche dei nuovi media nel Corso di laurea in Comunicazione Internazionale presso l Universit per Stranieri di Perugia; di Manuel Cecchinato, dottore in filosofia, esperto di sonoro cinematografico. La ricerca bibliografica si quindi concentrata presso la biblioteca del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell Universit di Bologna e presso la Cineteca del Comune, integrata da indagini specifiche presso la biblioteca del Dipartimento di Italianistica, la biblioteca di Discipline Umanistiche, la biblioteca del Dipartimento di Discipline della Comunicazione, la Biblioteca Universitaria, sempre dell Universit di Bologna. Ricerche sono state effettuate anche presso la biblioteca del Centro Studi Amilcar Cabral e la biblioteca dell Istituto Gramsci dell Emilia

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefano Mandelli Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5010 click dal 06/10/2005.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.