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Mandata Principis

Come è noto, diverse erano le costituzioni, aventi valore normativo ed emanate dall’imperatore sin a partire dalla prima età classica.
Nella presente tesi l’attenzione viene a soffermarsi su un particolare tipo di costituzione che, assieme agli edicta, ai decreta, alle epistulae e ai rescripta, costituiva il variegato ed eterogeneo mondo delle costituzioni imperiali: i mandata.
Essi sono le istruzioni che l’imperatore impartisce ai funzionari imperiali e ai governatori delle province, senatorie ed imperiali.
Tali, anche se nelle fonti solitamente non vengono compresi tra le costituzioni, sostanzialmente hanno lo stesso contenuto di queste perché fissano regole di di-ritto non solo amministrativo, ma penale e privato, alle quali i privati possono richiamarsi.
Anzi, taluni di questi principii stabiliti per le pro-vince vennero poi da senatoconsulti o da altre costitu-zioni imperiali estesi all’Italia.
I mandata compaiono sotto Augusto e diventarono in breve numerosi e frequenti.
Da un punto di vista strettamente formale il manda-tum è destinato al singolo magistrato e col mutamento dell’imperatore o del magistrato avrebbe dovuto essere rinnovato.
Ma, in realtà, i mandata diretti ai governatori pro-vinciali o ai funzionari di una determinata categoria avevano tutti un contenuto sostanzialmente identico, e ogni governatore o funzionario trasmetteva ai suo suc-cessore la collezione delle istruzioni ricevute, alle qua-li si portavano le modificazioni introdotte dalla nuove costituzioni.
Ciò spiega perché i giuristi, quando citano i manda-ta, non facciano menzione né dell’imperatore mandante né del governatore destinatario del mandato: il com-plesso di questi viene a formare un tutto simile all’editto pretorio e anche materialmente costituisce un liber, detto liber mandatorum.
Proprio le discussioni circa la tradizione di questo liber costituiranno l’ossatura portante della presente ricerca, volta, non solo ad esaminare il contenuto dei mandata, avente carattere non sempre giuridico, ma anche a studiare le fonti che ce ne danno testimonian-za, con riferimento specifico alle varie problematiche sollevate dal liber mandatorum.
In relazione a quest’ultimo, in particolare, si studieranno i testi dei giuristi che si occuparono di esso, verificando in particolare modo l’attendibilità o meno di quella corrente dottrinaria, incline a dar credito alla tesi del liber mandatorum frutto di un’invenzione giustinianea.

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4 INTRODUZIONE Come è noto, diverse erano le costituzioni, aventi valore normativo ed emanate dall’imperatore sin a par- tire dalla prima età classica. Nella presente tesi l’attenzione viene a soffermarsi su un particolare tipo di costituzione che, assieme agli edicta, ai decreta, alle epistulae e ai rescripta, costi- tuiva il variegato ed eterogeneo mondo delle costitu- zioni imperiali: i mandata. Essi sono le istruzioni che l’imperatore impartisce ai funzionari imperiali e ai governatori delle province, senatorie ed imperiali. Tali, anche se nelle fonti solitamente non vengono compresi tra le costituzioni, sostanzialmente hanno lo stesso contenuto di queste perché fissano regole di di-

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosario Bisicchia Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.