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L'amministratore indipendente nel sistema di corporate governance

Il tema della corporate governance ha assunto sempre maggior rilievo, negli ultimi anni, a causa di enormi scandali finanziari che hanno avuto un impatto immediato sui sistemi economici di tutte le economie occidentali. E’ evidente che ci si riferisce ai casi Enron e Worldcom che hanno sollecitato un’attenta riflessione su questi temi negli Stati Uniti, e ai ben noti crack Cirio e Parmalat per quanto riguarda il mercato italiano.
La portata di tali scandali indica con chiarezza che, quello a cui ci si trova di fronte, è un tema la cui trattazione non può prescindere da una valutazione di carattere globale; non sarebbe significativo analizzare il sistema di corporate governance italiano ignorando quelle che sono le best practice utilizzate nei mercati finanziari delle altre economie sviluppate. Lo sguardo verso tali sistemi sarà costante nella trattazione del tema, sebbene l’obiettivo di questo lavoro non sia quello di analizzare in profondità tutto il sistema e le regole della corporate governance , ma di affrontare i profili generali che portano alla definizione dell’ambiente in cui agisce e opera una figura ben precisa: quella degli amministratori o consiglieri indipendenti.
Chi sono? Cosa fanno? In cosa si differenziano dai normali amministratori esecutivi o non esecutivi? Perché sono (se effettivamente lo sono) indipendenti? Ha una validità la loro figura? Sono queste alcune delle domande a cui si tenterà di dare risposta nella trattazione dell’argomento attraverso una definizione della loro figura e delle loro funzioni nell’ambiente di riferimento.
Sarà questo il risultato a cui si tenterà di giungere dopo un’analisi teorica, indispensabile per poter comprendere al meglio le questioni appena elencate.
A tal proposito si affronterà nel primo capitolo una trattazione dei principali aspetti della corporate governance. L’argomento assume per sua natura carattere multidisciplinare in quanto analizza il rapporto tra i vari soggetti coinvolti nell’impresa e ciò risulta di fondamentale importanza per la competitività dell’impresa stessa e, di riflesso, del sistema economico in cui essa opera. Senza una puntuale descrizione di come vengono fissati e perseguiti gli obiettivi di una società, di come vengono ripartite le responsabilità relative alla loro realizzazione, di come garantire il rinnovamento del management in assenza di risultati soddisfacenti, diventa impossibile analizzare e sviluppare temi come la gestione delle risorse umane nell’azienda, le dinamiche di fusione e acquisizione e, in generale, tutte le tematiche organizzative.
Nel secondo capitolo si cercherà di realizzare un focus sulla figura centrale della trattazione: quella dell’amministratore indipendente. Si analizzeranno le cause della nascita risalente agli anni settanta a seguito degli scandali finanziari di quell’epoca negli USA, lo sviluppo e l’attuale implementazione del ruolo nelle principali economie di mercato; lo sguardo, a tal proposito, sarà rivolto alle discipline sviluppate in Europa e negli USA, raccolte prevalentemente all’interno dei codici di autodisciplina adottati (Cadbury Code, rapporto Vienòt, Serbanes-Oxley Act, Codice Preda, etc.).
Nel terzo e ultimo capitolo sarà affrontata una verifica di carattere empirico a partire dalle Relazioni sulla corporate governance diffuse da tutte le società quotate presso la Borsa Italiana. L’analisi che si affronterà avrà l’obiettivo di realizzare e delineare un quadro di quelle che sono le practice utilizzate nel sistema finanziario italiano alla luce di studi effettuati da associazioni e istituti di ricerca. Si proverà a concentrare l’attenzione sul ruolo degli amministratori indipendenti, tentando di desumerne indicazioni sulla sostanziale significatività di tale figura nelle imprese italiane. E’ importante cercare di capire se l’amministratore indipendente in Italia dia effettivamente un contributo nel consiglio d’amministrazione per evitare comportamenti opportunistici da parte del management, per garantire un’effettiva protezione nei confronti degli azionisti di minoranza e se sia effettivamente estraneo al conflitto d’interessi che potrebbe coinvolgere un esecutivo (condizione primaria per garantire l’indipendenza di un consigliere).

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5Introduzione Il tema della corporate governance ha assunto sempre maggior rilievo, negli ultimi anni, a causa di enormi scandali finanziari che hanno avuto un impatto immediato sui sistemi economici di tutte le economie occidentali. E’ evidente che ci si riferisce ai casi Enron e Worldcom che hanno sollecitato un’attenta riflessione su questi temi negli Stati Uniti, e ai ben noti crack Cirio e Parmalat per quanto riguarda il mercato italiano. La portata di tali scandali indica con chiarezza che, quello a cui ci si trova di fronte, è un tema la cui trattazione non può prescindere da una valutazione di carattere globale; non sarebbe significativo analizzare il sistema di corporate governance italiano ignorando quelle che sono le best practice utilizzate nei mercati finanziari delle altre economie sviluppate. Lo sguardo verso tali sistemi sarà costante nella trattazione del tema, sebbene l’obiettivo di questo lavoro non sia quello di analizzare in profondità tutto il sistema e le regole della corporate governance , ma di affrontare i profili generali che portano alla definizione dell’ambiente in cui agisce e opera una figura ben precisa: quella degli amministratori o consiglieri indipendenti. Chi sono? Cosa fanno? In cosa si differenziano dai normali amministratori esecutivi o non esecutivi? Perché sono (se effettivamente lo sono) indipendenti? Ha una validità la loro figura? Sono queste alcune delle domande a cui si tenterà di dare risposta nella trattazione dell’argomento attraverso una definizione della loro figura e delle loro funzioni nell’ambiente di riferimento. Sarà questo il risultato a cui si tenterà di giungere dopo un’analisi teorica, indispensabile per poter comprendere al meglio le questioni appena elencate. A tal proposito si affronterà nel primo capitolo una trattazione dei principali aspetti della corporate governance. L’argomento assume per sua natura carattere

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Netti Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.