Skip to content

L'Italia, la Russia, l'Austria-Ungheria e la questione balcanica (ottobre 1908-marzo 1911)

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Serrau
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Liliana Saiu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

La tesi mostra l'evoluzione dei rapporti politico - diplomatici tra il Regno d'Italia, gli imperi centrali e la monarchia zarista all'indomani dell'annessione austriaca della Bosnia-Erzegovina (ottobre 1908).
Nel corso del triennio preso in esame si tenta di dimostrare come l'Italia, di fatto estromessa dalla gestione della complessa situazione balcanica, venga progressivamente spinta verso l'avventosa operazione libica.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
2 INTRODUZIONE I 35 mesi che trascorsero dall’annessione austriaca della Bosnia-Erzegovina all’inizio della guerra libica costituiscono uno dei periodi che la storiografia italiana ha affrontato in maniera meno attenta e puntuale. Si tratta di una lacuna che potrebbe trovare una parziale spiegazione nel fatto che questi mesi furono certamente avari di avvenimenti forti. Specialmente il 1910 è certamente tra gli anni meno citati in tutti i manuali di storia. Senza dubbio si trattò di un periodo di assestamento, durante il quale l’Italia, come tutte le grandi potenze, ricercava un nuovo equilibrio, dopo aver dovuto assistere quasi da spettatrice alla crisi bosniaca. Preso atto del fatto che la Triplice Alleanza aveva ormai perso il suo significato originario, voluto da Bismarck, di strumento di equilibrio e stabilità, tutte le potenze furono costrette a rimettere in discussione le linee fondamentali della propria politica estera, e l’Italia non fece eccezione. La situazione di quest’ultima era anzi tra le più delicate, dal momento che continuavano a cadere molti dei presupposti che l’avevano spinta ad aderire all’alleanza con gli Imperi centrali. I rapporti con la Francia erano tornati cordiali; la questione romana non pareva capace di determinare seri imprevisti a livello internazionale, e quindi il fatto che Francesco Giuseppe fosse il più potente sovrano cattolico del mondo non costituiva più alcun vantaggio; si era inoltre sempre affermato che, in nessun caso, l’alleanza avrebbe dovuto essere utilizzata contro la Gran Bretagna, ma intanto la rivalità anglo-tedesca si faceva sempre più accesa e inquietante. Con la crisi bosniaca erano poi cadute le ultime illusioni circa l’affidabilità dell’alleata austriaca, la quale, messa all’angolo la Russia, in spregio al trattato di alleanza mostrava di considerare la questione orientale praticamente come un affare interno. Sullo sfondo di questa complessa situazione diplomatica c’era poi il problema del livello di efficienza militare del paese, che continuava ad essere in forte ritardo rispetto a quello delle altre potenze. Se questo era dunque il quadro generale della situazione, si può ben capire quali responsabilità pesassero sulle spalle della diplomazia italiana, che ebbe in quegli anni il difficile compito di continuare a tutelare gli interessi italiani in un quadro di alleanze e amicizie internazionali che diveniva sempre più incerto e mutevole. Questo spiega perché si sia trattato di un periodo di attività diplomatica intensissima, segnata da incertezze, sconfitte e anche diversi scontri interni. Dal momento che il biennio preso in esame non ha consegnato alla storia d’Italia avvenimenti particolarmente appariscenti la sua importanza, a mio avviso notevole, deve allora essere ricercata proprio nell’analisi della attività diplomatica. Un primo problema generale che ci si pone nello studio della fase successiva alla crisi bosniaca è sicuramente quello di capire perché l’Italia non abbia preso seriamente in considerazione, visto il contegno delle alleate, l’ipotesi di denunciare l’alleanza. Si trattò di una tentazione che, sebbene non avesse risparmiato ampi settori del mondo politico e dell’opinione pubblica, non fece mai breccia tra gli ambienti dell’alta diplomazia italiana. Per quanto riguarda il 1909, cioè il Ministero Tittoni, il lavoro della diplomazia italiana condusse agli accordi segreti con l’Austria-Ungheria e la Russia. Dopo la breve parentesi di Guicciardini il Ministero degli Affari degli Esteri venne affidato ad Antonino Di San Giuliano, che lo mantenne fino alla vigilia della Grande Guerra. Una seconda questione, decisiva nello studio di questo periodo pre bellico, tocca proprio i risvolti di questo avvicendamento, che rappresentò una netta involuzione della politica estera italiana. Per quale motivo dopo aver tenacemente lavorato per restituire all’Italia un ruolo da protagonista nei Balcani si decise di lasciar spegnere lo spirito di Racconigi? Perché Di San Giuliano non mantenne verso Aehrenthal quella testarda determinazione del suo predecessore? Davvero Tripoli rappresentava per l’Italia una questione vitale, o si trattava invece di un ripiego?

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

aehrenthal
di san giuliano
racconigi
tittoni
tripoli

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi