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L'Alguer ritrovata. Le politiche catalaniste ad Alghero

Questo lavoro è da considerarsi come la pianificazione, il quadro preliminare, di un lavoro che potrebbe (e dovrebbe forse, vista la delicatezza delle tematiche affrontate) essere ben più strutturato. Durante la ricerca di campo si è rivelata una complessità di spunti di riflessione decisamente degna di un’analisi e una trattazione ben più ampia ed esaustiva. Dalla dimensione socio-linguistica che sta alla radice di tutta la questione algherese al ruolo, il peso, della cultura in grado di nominare, alla possibilità di osservare in itinere la sedimentazione nella memoria collettiva di due episodi che, se la letteratura al riguardo non inganna le ‘previsioni’, sono destinati ad essere rimodellati e inseriti in una storia patria che riporterà Alghero a quel l’Alguer che affonda le sue radici nella Sardegna spagnola. Fino e oltre il primo retrobament la catalanità di Alghero era solo una questione di storia, dal secondo diventa invece una questione etnico-culturale: l’etnicizzazione non si dà per conclusa ovviamente, ma va consolidandosi visibilmente, e le tracce che dalla riscoperta portano alla renaxensa alguerèsa sono ancora fresche, e ci consentono di delineare una storia recente della (ri)nascita de l’Alguer.

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Introduzione ‹‹L’uomo, quest’uomo la cui esistenza come soggetto e insieme come oggetto è presupposta da ogni atto di conoscenza, è un uomo plurale.›› Marc Augé L’idea di condurre una ricerca sulla comunità catalana di Alghero mi è stata inconsapevolmente suggerita da un amico, studente a Bologna, figlio di una coppia di napoletani immigrata nella cittadina sarda sul finire degli anni ’70. Parlammo a lungo del fatto che lui, figlio di continentali, si sentisse non solo pienamente sardo (al punto di militare nel movimento indipendentista di Gavino Sale, Indipendentzia Repubrica de Sardigna), ma catalano de l’Alguer. Paradossalmente, nonostante abitassi fin da quando ero piccolo a poca distanza da Alghero, mi sono reso conto che in realtà quello che sapevo su quella città non andava oltre il solito senso comune: sì, ad Alghero si parla catalano; ma d’altronde, come avrò modo di ribadire in questa parte del lavoro, nell’isola l’algherese non è la sola variante linguistica facente capo a un ceppo diverso dalle varianti del sardo 1 . Fu lui per primo, durante quella chiacchierata sul treno da Genova a Bologna a parlarmi di Alghero come cittadina catalana, che è una cosa ben diversa da cittadina catalofona; mi parlò delle pubblicazioni, mi disse (non senza una punta d’orgoglio) che lui la mattina guardava il notiziario in algherese su un’emittente locale che si chiama Catalan TV, mi raccontò di come i suoi concittadini negli ultimi anni abbiano riscoperto le antiche tradizioni di derivazione catalana (linguistiche e liturgiche come culinarie, canore, e quant’altro). La prima delle tante domande che mi sarebbero venute in seguito in mente fu la più banale: chi sono i 1 Il gallurese, riconducibile allo stesso gruppo del dialetto corso (incluso quindi nel ceppo toscano all’interno delle varianti dialettali dell’italiano), il sassarese (che potrebbe essere considerato, foneticamente e morfologicamente, una forma di transizione fra il gallurese e il catalano d’Alghero) e il tabarchino delle isole del Sulcis (che presenta problematiche simili all’algherese, essendo un dialetto ligure che si è mantenuto per secoli anche grazie all’isolamento geografico, ma imbarbarendosi progressivamente con il contatto con le parlate sulcitane e campidanesi).

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Palmas Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.