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Il Piano Regionale dei Trasporti e la continuità territoriale aerea

La tesi propone un lavoro di studio del PRT elaborato dalla Regione Autonoma della Sardegna nel 2007. Dopo una breve analisi degli obiettivi proposti e delle criticità presenti per quanto concerne il settore marittimo e ferroviario, si approfondisce il trasporto aereo regionale nelle sue sfaccettature, andando a studiare se le sue performance siano in linea col dato complessivo italiano. Infine si delineano gli scenari futuri.

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5 Introduzione Quando nel 1903, con il loro “flyer”, i fratelli Orville e Wilbur Wright diedero vita al primo aeroplano della storia, certamente non si resero conto che con quel loro salto della durata di appena dodici secondi, avrebbero portato alla civiltà umana degli enormi stravolgimenti di carattere sia sociale che culturale. Di strada, o forse è più opportuno dire di aria, se n’è attraversata tanta e oggi in tutto il mondo, miliardi di persone, ricche e povere, bianche e nere, cattoliche mussulmane o induiste, uomini e donne, volano quotidianamente per soddisfare le più svariate necessità. L’aereo è un mezzo di trasporto di massa ed è in grado di fungere anche come strumento di comunicazione sociale tra i popoli. Tutto ciò non solo ha dato all’umanità un modo in più per poter spostarsi, ma ha stravolto anche gli altri mezzi di trasporto finora utilizzati: il treno si è affermato su tratte fino a 500km, le navi hanno perso la loro connotazione di “transatlantici” e si sono concentrate sul trasporto merci, idrocarburi e gas sulle lunge distanze, e passeggeri sulle medie distanze o sul settore crocieristico. Eppure, nonostante i passi da gigante che l’aviazione ha fatto in soli cento anni per se stessa e per le altre modalità, non si è riusciti ad avere una connessione capillare tra le regioni del mondo, vuoi per difficoltà di carattere tecnologico e ambientale, vuoi per problematiche di carattere socioeconomico. Anche nel mondo occidentale, il più evoluto e che concentra il maggior numero di voli del pianeta, esistono aree meno sviluppate e depresse, che risentono la mancanza di collegamenti aerei (ma anche marittimi) coi centri nodali di riferimento. Le aree più colpite da queste problematiche sono certamente le isole che, mediamente, sono regioni economicamente meno sviluppate e con la presenza di criticità a livello anche sociale. La mancanza di trasporti efficienti con l’esterno e anche al proprio interno, determina e accentua squilibri con le altre regioni vicine, sia dal lato commerciale ed economico in generale, sia a livello di integrazione sociale con la comunità di riferimento, sia essa la Nazione, o il Continente d’appartenenza.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giulio Manunta Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.