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Deleghe di competenze assembleari agli amministratori nella società per azioni

La riforma del diritto societario sostanziale, avvenuta in Italia per mezzo del Decreto Legislativo 6/2003, ha mutato profondamente l'assetto tradizionale della società per azioni e, al suo interno, i rapporti tra assemblea ed organo amministrativo. In particolare, il legislatore ha potenziato l'operatività del secondo, aumentando tra le altre cose le materie che l'assemblea può delegargli - recependo le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza e dalla dottrina ante riforma - e gli ambiti di operatività della delega nelle materie che ne potevano già formare oggetto. La tesi, dopo una disamina generale della natura organizzativa della delega e dei profili storici dell'istituto, affronta il dato sistematico emergente dalla riforma del 2003. Vengono analizzate prima le ipotesi già contenute nel codice civile (art. 2443 - aumento di capitale e art. 2420ter - emissione di obbligazioni) e le relative modifiche e in secondo luogo le nuove ipotesi di cui all'art. 2365 c.c.; infine, viene dato uno sguardo alle possibili ulteriori ipotesi "implicite" di delega contenute nel codice. Alla luce del dato normativo complessivo viene poi svolta una riflessione conclusiva sul ruolo complessivo attuale della delega e sul ruolo dell'istituto nell'ambito della corporate governance della società per azioni.

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Francesco Calabria Deleghe di competenze assembleari agli amministratori nella società per azioni Capitolo primo: la natura giuridica della delega assembleare agli amministratori. 1.1. Considerazioni introduttive Il termine “delega” indica, in generale, un atto, quello con cui si 1 conferisce ad un’altra persona la facoltà di agire in vece propria. Nel campo del diritto, esso trova largo impiego (anche nella variante dotta 2 delegazione), pressoché in tutti i suoi rami (delegazione legislativa, amministrativa, di voto in assemblea sociale o di condominio, ecc.). Nelle due accezioni, essa appartiene specialmente al novero dei concetti ricorrenti, con straordinaria frequenza e con ampia varietà di utilizzi, nel diritto pubblico, in particolare in quello amministrativo, senza che tuttavia l’elaborazione dottrinale abbia fornito un inquadramento 3 adeguato delle pluralità di ipotesi riconducibili alla figura. Nel campo giuridico, esso principalmente attiene all’assegnazione di un compito o funzione, avente appunto rilievo giuridico, originariamente proprio del delegante, ad altro soggetto (il delegato), che si occupa di 1 N. ZINGARELLI, Vocabolario della lingua italiana, Bologna, 2000, p. 512. 2 Cfr. G. D. MOSCO, Le deleghe assembleari nella società per azioni, Milano, 2000, p. 18, nota 57, ove in particolare si sottolinea che il termine delegazione è proprio del diritto civile (ai sensi degli artt. 1268 e ss. c.c. la delegazione è una modificazione soggettiva del lato passivo dell’obbligazione: v. G. GIACOBBE – D. GIACOBBE, Della delegazione, dell espromissione e dell accollo, in Commentario del codice civile, diretto da A. Scialoja e G. Branca, Bologna – Roma, 1992). 3 Cfr. G.F. FERRARI – F. FRACCHIA, Le deleghe nel diritto pubblico: problemi e prospettive, in B.M. GUTIERREZ (a cura di), Le deleghe di poteri, Milano, 2004, p. 253; nello stesso senso F. S. SEVERI, voce Delegazione amministrativa ed utilizzazione degli uffici, in Digesto (disc. pubbl.), IV, Torino, 1991, pp. 552 e ss. 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco Calabria Contatta »

Composta da 274 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.