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Educare alla resilienza nella scuola primaria

Informazioni tesi

  Autore: Simona Venti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Italo Fiorin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

Cos’è che ogni insegnante vorrebbe per i propri bambini?
La felicità, il successo a scuola, soddisfazione nella vita e solide amicizie sono le prime cose che vengono in mente. Ma se esaminiamo questi obiettivi non sarà una semplificazione concludere che, per realizzarli, i bambini hanno bisogno di una forza interiore per far fronte con competenza e successo alle sfide che incontrano giorno dopo giorno. Questa capacità di farcela e sentirsi competenti si chiama resilienza. Resilienza è un termine che nell’ambito delle scienze sociali corrisponde alla capacitá umana di affrontare le avversitá della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato.
La resilienza non corrisponde solo alla forza d’animo e nemmeno alla sola forza di volontà, nemmeno alla felicità, ma abbraccia l’abilità del bambino di gestire con efficacia lo stress e le difficoltà, di far fronte alle sfide di ogni giorno, di riaversi dalle delusioni, dalle avversità e dai traumi, sviluppare obiettivi chiari e realistici, risolvere i problemi, relazionarsi facilmente con gli altri e trattare sé stessi e gli altri con rispetto. La resilienza include quindi un insieme di caratteristiche che favoriscono un buon processo di adattamento e trasformazione, nonostante i rischi e le avversità, e che potremmo raggruppare in due ambiti principali:
• Caratteristiche personali o risorse interne: autostima, autonomia, consapevolezza, orientamento positivo allo scambio sociale, temperamento elastico, capacità di problem solving, oltre alla planful competence, cioè la capacità di pianificare le scelte importanti della vita, fare progetti per il futuro e perseguire degli obiettivi.
• Caratteristiche familiari e ambientali, o risorse esterne: coesione e calore familiare, genitori competenti nelle funzioni parentali, presenza di reti di relazioni e di sistemi di sostegno formali ed informali che tengano conto della cultura di origine del bambino. La resilienza infatti si costruisce come interazione tra l'individuo e l'ambiente, ed ha quindi espressioni differenti in culture diverse.
Se si considerano gli elementi che la caratterizzano, la resilienza risulta in gran parte iscritta nel nostro patrimonio genetico; ma ha anche la capacità di svilupparsi nel corso dell'esistenza, di rafforzarsi e di indebolirsi a seconda delle esperienze che si vivono soprattutto negli anni infantili.
Se gli insegnanti prendono coscienza delle componenti di un mindset resiliente, allora tutte le loro interazioni con i bambini possono essere orientate a rafforzare questa disposizione mentale, sia che i bambini affrontino grandi traumi o meno.
La persona resiliente, lo diventa nel corso di un processo di crescita, in funzione delle esperienze e degli incontri che fa, delle paure e delle frustrazioni che riesce a superare, dei risultati che ottiene, dell’amore che riesce a ricevere e a dare, degli schemi di riferimento che via via struttura, della capacità di mantenere viva la fiducia in se stessa, di costruire un’immagine di sé positiva e di intravedere una via d’uscita anche in condizioni precarie.
La resilienza non va considerata come un monolite che o c’è o non c’è, ma come il risultato di un percorso: l’effetto di un’interazione, nel tempo, tra l’individuo e il suo ambiente.
Affrontare la resilienza di un bambino implica quindi considerare le interazioni che egli ha con la sua famiglia e con l’ambiente familiare, scolare, sociale: è il sistema famiglia, scuola, società che è resiliente o meno e diventa tutore di resilienza per il bambino. Alla base dello studio sulla resilienza, quindi, c’è il bambino nel suo contesto.

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3 Introduzione Cos’è che ogni insegnante vorrebbe per i propri bambini? La felicità, il successo a scuola, soddisfazione nella vita e solide amicizie sono le prime cose che vengono in mente. Ma se esaminiamo questi obiettivi non sarà una semplificazione concludere che, per realizzarli, i bambini hanno bisogno di una forza interiore per far fronte con competenza e successo alle sfide che incontrano giorno dopo giorno. Questa capacità di farcela e sentirsi competenti si chiama resilienza. “La resilienza non coincide con il sogno americano in cui tutto è possibile: non corrisponde solo alla forza d’animo e nemmeno alla sola forza di volontà, nemmeno alla felicità.” 1 La resilienza abbraccia l’abilità del bambino di gestire con efficacia lo stress e le difficoltà, di far fronte alle sfide di ogni giorno, di riaversi dalle delusioni, dalle avversità e dai traumi, sviluppare obiettivi chiari e realistici, risolvere i problemi, relazionarsi facilmente con gli altri e trattare sé stessi e gli altri con rispetto. Se gli insegnanti prendono coscienza delle componenti di un mindset resiliente, allora tutte le loro interazioni con i bambini possono essere orientate a rafforzare questa disposizione mentale, sia che i bambini affrontino grandi traumi o meno. In effetti, proprio come si vaccinano i bambini contro le malattie fisiche, ci dovremmo sforzare di “vaccinare” i bambini per le sfide che affronteranno, e possiamo farlo stimolando una disposizione mentale resiliente, educandoli alla resilienza. La resilienza, come la libertà, può essere educata, ma non certo in maniera formale…non può essere ridotta ad un manuale. Come sarebbe ridicolo scrivere un manuale dal titolo Il mondo o La vita: istruzioni per l’uso. 2 Nei capitoli che seguono dovremo quali sono le componenti di un mindset resiliente e come è possibile educare alla resilienza. 1 E. MALAGUTI, Educarsi alla resilienza, Erickson, Gardolo (TN) 2005, p. 54. 2 E. MALAGUTI, Educare alla resilienza, Erickson, Trento 2005, p. 220.

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