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Effetto priming per sequenze di accordi e influenza degli aspetti sensoriali e cognitivi

Il presente lavoro si propone come una rassegna critica delle ricerche svolte in questi vent'anni sul priming per accordi e per sequenze di accordi; questo fenomeno è chiamato dagli autori priming armonico.

Queste ricerche qui esposte sono state svolte nell'ambito della psicologia cognitiva e si pongono l'obbiettivo di studiare i meccanismi cognitivi sottostanti alle aspettative musicali.

Lo scopo della psicologia cognitiva della musica è capire come le persone “pensano il suono” fuori dal contesto verbale, ossia come rappresentano, organizzano e processano le caratteristiche del suono musicale [McAdams & Bigand, 1993].

Le rappresentazioni delle strutture musicali determineranno poi come la musica viene ricordata o, nel caso di musicisti, eseguita [Sloboda, 1985].

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1 Introduzione La psicologia cognitiva è quella branca della psicologia che studia i processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate dal sistema cognitivo. Il cognitivismo nasce con la possibilità di sottoporre a indagini scientifiche processi come l’attenzione, la percezione, la memoria e il linguaggio. Misure comportamentali quali l’accuratezza e i tempi di reazione, misurati in situazioni controllate di laboratorio, possono fornire informazioni sulla struttura interna del sistema di controllo per tali compiti. L’effetto priming, ampiamente studiato in vari ambiti della psicologia cognitiva, è un effetto di preparazione (in inglese to prime), per cui un evento risulta facilitato nell'elaborazione cognitiva, e quindi atteso, se condivide con quello che lo ha preceduto qualche caratteristica, che può essere fisica o astratta. Il priming investigato in ambito musicale è un effetto per cui un evento musicale prepara il suo successivo ed è quindi direttamente rapportabile con le aspettative musicali. Diverse caratteristiche del messaggio musicale possono avviare la formazione delle aspettative nella musica tonale occidentale come ad esempio l'ampiezza degli intervalli e il contorno melodico [Boltz & Jones, 1986; Cuddy & Lunney, 1995, Krumhansl, 1995; Schellenberg, 1996], il ritmo [Boltz, 1993; Jones, Boltz & Klein, 1993], un accordo [Bharucha & Stoeckig, 1986] o un contesto armonico [Bigand & Pineau, 1997]. Il presente lavoro si propone come una rassegna critica delle ricerche svolte in questi vent'anni sul priming per accordi e per sequenze di accordi; questo fenomeno è chiamato dagli autori priming armonico. Queste ricerche qui esposte sono state svolte nell'ambito della psicologia cognitiva e si pongono l'obbiettivo di studiare i meccanismi cognitivi sottostanti alle aspettative musicali. Lo scopo della psicologia cognitiva della musica è capire come le persone “pensano il suono” fuori dal contesto verbale, ossia come rappresentano, organizzano e processano le caratteristiche del suono musicale [McAdams & Bigand, 1993]. Le rappresentazioni delle strutture musicali determineranno poi come la musica viene ricordata o, nel caso di musicisti, eseguita [Sloboda, 1985]. Questi schemi

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Miani Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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