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Per una lettura del ''Discorso dell'ombra e dello stemma'' di Giorgio Manganelli

Questo lavoro è nato dalla necessità, mia personale, di dare una certa stabilità concettuale alla lettura delle opere di Giorgio Manganelli: infatti, l’argomento concordato, che propone una sorta di guida alla lettura del Discorso dell’ombra e dello stemma, ha trovato una sua fisionomia definitiva soltanto al termine di una lunga serie di letture.
Non è possibile tracciare una precisa evoluzione della scrittura manganelliana, né la vicinanza al Gruppo 63 ci aiuta nel trovare una collocazione indicativa dell’autore all’interno del panorama letterario del suo tempo. Come scrittore Manganelli nasce già maturo, e assume sin dall’inizio una posizione di distacco da ogni ideologia e moda letteraria.
A rigor di logica, e stando alle affermazioni dello stesso autore, l’accesso a qualunque tipo di scrittura sarebbe teoricamente impossibile: è enorme la distanza che divide il Manganelli da quanti considerano la letteratura avente un fondamento antropocentrico ed umanistico; da qui il carattere anticonvenzionale di certe idee, come la concezione che vede la letteratura risolvere in menzogna, il principio della morte dell’autore e quello dell’inesistenza del lettore. Sono tutte idee che trovano nel Discorso la loro sede argomentativa più giusta.

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1    INTRODUZIONE La figura di Giorgio Manganelli riveste un ruolo fondamentale all’interno del panorama letterario italiano. Nato a Milano il 15 novembre 1922, esordisce in letteratura nel 1964 con il trattato intitolato Hilatragoedia, all’età di 42 anni. La letteratura non è stata per lui una scelta ponderata, né tanto meno imprevista. Laureatosi nel 1945, discutendo una tesi in Storia delle dottrine politiche intitolata Contributo critico allo studio delle dottrine politiche del ‘600 italiano, negli anni seguenti Manganelli avvia la collaborazione con diversi giornali e periodici, con la pubblicazione di articoli e recensioni sulla letteratura anglo-americana. Instancabile critico e traduttore, raccoglierà la summa dei valori letterari elaborati nel periodo antecedente l’esordio nella raccolta di saggi pubblicata nel 1967 col titolo La letteratura come menzogna. Dalla prima opera a seguire, Manganelli propone una serie di pubblicazioni in cui non è possibile rintracciare una precisa evoluzione della sua scrittura. La vicinanza alle posizioni del Gruppo ’63 non aiuta a trovare una collocazione indicativa dell’autore all’interno dell’universo letterario del suo tempo. Come scrittore Manganelli nasce già maturo, e

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Cappellano Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.