Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il linguaggio politico dell'Islam

Nei tre capitoli in cui si articola la dissertazione, l’Islam viene analizzato in relazione ad alcune delle sue caratteristiche. In primo luogo si è cercato di esaminare il concetto di linguaggio, mostrando la sua importanza per comprendere ed interpretare la realtà che ci circonda. Infatti, ogni lingua esprime un’intera visione del mondo e racchiude il tessuto concettuale e il modo di pensare di una determinata comunità. L’attenzione è stata, poi, rivolta al linguaggio politico dell’Islam, concentrandosi sulle origini storiche delle terminologie e dei concetti principali utilizzati nel mondo islamico. Particolare attenzione è stata rivolta alla divisione del mondo, sancita dal Corano, in Casa dell’Islam e Casa della Guerra e al precetto dell’obbedienza osservato all’interno della società islamica. In ultimo, è stato messo a tema il rapporto tra l’Europa e il mondo islamico. Iniziando dall’analisi del retroterra storico culturale di tali rapporti, si è giunti alle politiche attuate nel secondo dopo guerra, concentrandosi sul “Dialogo Euro-Arabo” e i suoi effetti, a più di trenta anni dalla sua nascita.
Alcuni intellettuali affermano che, l’unica speranza è l’Euro-Islam. Secondo tale corrente di pensiero, «o si sviluppa un Islam di tipo europeo tra gli immigrati musulmani, capace di apprendere la tolleranza, il pluralismo, la democrazia, oppure dovremo vedercela con la pretesa di islamizzare l’Europa. L’Europa deve farsi attivamente campo di addestramento della democrazia, se non vuole rimanere campo di addestramento per al-Qaida. O l’Europa cambia l’Islam o l’Islam cambierà l’Europa».

“L’Islam è una religione inglobante, che si definisce come religione, società e stato, o religione delle tre d, dìn-dunya-dawla. Essa rappresenta un sistema totale, che non prevede alcun difetto.”

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Il XXI secolo si è aperto con eventi di una crudeltà inaudita, mostrando al mondo nuove forme di intolleranza e violenza. L’attentato dell’11 Settembre 2001, negli Stati Uniti, è solo il primo di una lunga escalation di azioni criminali, con le quali la minaccia terroristica islamica ha iniziato a pesare sull’Occidente e sui Paesi islamici che con esso intendevano dialogare. L’atto terroristico di Madrid, dell’11 Marzo 2004, attuato ad opera di integralisti islamici marocchini e di altre nazionalità, residenti in Spagna, segnò l’inizio della diffusione del terrore anche in Europa. Avvenuto a tre giorni dalle elezioni politiche portò a conseguenze paradossali: la sostituzione del governo Aznar, forte alleato degli Usa, con quello Zapatero. Quest’ultimo, poi, ufficializzò il ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq, prendendo le distanze dalla politica statunitense e regolarizzò 700.000 immigrati clandestini, provenienti principalmente dal Maghreb 1 , al fine di migliorare i rapporti con i Paesi arabi. In questi anni, i giornali rivelavano il coinvolgimento di musulmani europei nelle file del jihad, il reclutamento dei terroristi, da parte di al-Qaida, tra gli studenti e gli ambienti borghesi d’Europa e la localizzazione dei centri di finanziamento degli stessi integralisti, accuratamente occultati e protetti, all’interno degli Stati dell’Unione Europea. Tutto questo mentre folle deliranti percorrevano le città europee bruciando bandiere americane e israeliane, gridando la loro solidarietà a Saddam Hussein e ad Arafat. Intanto, in Germania, da un sondaggio condotto tra giovani immigrati turchi, emergeva che per un terzo degli intervistati quella islamica avrebbe dovuto diventare ovunque la religione di stato; il 56% di loro dichiarava che non voleva adattarsi ai costumi occidentali e che riteneva più giusto vivere secondo l’Islam. Oltre un terzo si era detto pronto a usare la violenza contro i non musulmani, se ciò poteva giovare alla comunità islamica, e almeno il 40% pensava che il sionismo, 1 Con il termine Maghreb, letteralmente “Occidente”, si indicano i Paesi arabi situati a Ovest dell’Egitto (Algeria, Marocco, Tunisia), mentre Mashrek, “Oriente”, designa quelli che si trovano a Est di Il Cairo (Egitto, Libano, Giordania, Siria, ANP). VI

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Salvatore Severi Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3899 click dal 08/10/2008.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.