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Michael Moore. Tra spettacolo e realtà

La tesi riguarda uno studio linguistico dell'opera del regista. Un'analisi che prende in considerazione l'intero corpus delle attività di Moore: dalla televisione ai libri, passando per il cinema, che. di conseguenza, viene trattato solo come uno dei campi di cui il filmaker americano si occupa. Vengono presi in considerazione degli argomenti cardine per fare luce sulla reale natura della sua attività audiovisiva: il genere di appartenenza, la veridicità di ciò che afferma, il rapporto fra entertainment e informazione obbiettiva, l'uso dello spettacolo operato al fine di penetrare nel reale e, al contempo, di sollecitarlo e presentarlo in modo accessibile al grande pubblico.
Nella società postmoderna in cui viviamo, Moore si mostra come l'unico autore cinematografico in grado di effettuare un analisi della realtà mediante il genere filmico che maggiormente si addice a questo compito: il documentario.

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1. VITA E OPERE Michael Moore nasce nel 1954 a Davidson, una città satellite di Flint, nel Michigan, U.S.A., che all’epoca ospitava una delle più grandi fabbriche di automobili della General Motors, e cresce in una famiglia proletaria irlandese di religione cattolica. Suo padre e suo nonno lavorano in fabbrica e Michael frequenta la scuola parrocchiale, dove si dimostra uno studente bravo e diligente. A 14 anni entra in seminario, perché crede che il sacerdozio sia un modo per promuovere il cambiamento sociale, ma la sua ispirazione dura solo un anno. Frequenta quindi il Davidson High School, dove entra a far parte di un gruppo di discussione e ottiene il premio “Eagle Scout” per aver creato uno slide show che spiega come le attività commerciali della città inquinino l’ambiente, episodio che secondo alcuni ha segnato l’inizio del suo attivismo politico. A 18 anni, mentre frequenta l’ultimo anno delle superiori, si candida alle elezioni per il comitato scolastico di Flint e le vince, “diventando uno dei più giovani eletti nel paese per ricoprire una carica pubblica” 1 . Il suo slogan è “Licenziamo il Preside!”, il quale dopo qualche mese è costretto a dimettersi. Dopo il diploma, tutti si aspettano che trovi un impiego alla General Motors, seguendo le orme del padre e del nonno. Michael in un primo momento accetta di andare a lavorare alla catena di montaggio ma il primo giorno sì da malato e non si fa più vedere. Così frequenta per un anno l’università del Michigan, “che sostiene di aver deciso di abbandonare una mattina in cui non riesce a trovare parcheggio 2 ”. Si dedica allora anima e corpo all’informazione e all’attività politica, che in breve tempo lo porta a diventare un personaggio molto noto a Flint. Ha un programma radiofonico settimanale che s’intitola Radio Flint Libera, appare in continuazione al notiziario della sera per le ragioni più varie: proteste antinucleari, critiche all’operato della polizia. Nel 1976 fonda un centro per adolescenti difficili, da cui nasce un piccolo giornale alternativo, il “Flint Voice”, che in seguito, sotto la sua direzione cambia nome in “Michigan Voice”, diventando uno dei quotidiani più rispettati e ammirati della nazione. Nel 1982 1 Ken Lawrence, Il mondo secondo Michael Moore, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2005, p. VIII. 2 AA.VV., Stronger Than Real. Il Documentario Americano Contemporaneo, Edizioni Di Cineforum, Bergamo, 2004, p. 17. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Cianciarelli Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

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