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La scrittura visiva di Italo Calvino | Seconda edizione aggiornata

La scrittura visiva di Italo Calvino è stata qui rivisitata a partire dall’innesto teorico di testo e immagine e storia dell’arte, nella forma di un dialogo che a partire dalla scrittura, si è composto con sempre maggiore efficacia a partire dall’attenzione tratteggiata attorno alla “Cultura Visiva” in quanto emergente dalla semiotica artistica come descrizione. Uno sguardo «fenomenologico» e «semiotico» ora va da Maurice Merleau-Ponty, come presa sulla filosofia contemporanea, alle necessità criticosemiotiche di Svetlana Alpers, da Algirdas J. Greimas, a Roland Barthes, nonché dai contributi teorico epistemologici che, dall’École de Paris, alla Semiotica Cognitiva Americana, sono stati ripresi e rafforzati negli incontri di Urbino, al Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica, e attualmente dall’Associazione Internazionale di Semiotica Visiva (IASV). Una tradizione, questa, che costituisce le soglie inevitabili di un lavoro collettivo che in Italia ha saputo ribadire una crescita continua, nelle figure di P. Fabbri ed U. Eco. Una sorta di mappa dell’Utopia scientifica, forse, che non si è data in «astratto» ma che si è costituita quale ambito logico «concreto» della riflessione e della ricapitolazione sul linguaggio, sul lessico, sulla posizione della letteratura artistica, visiva o visuale, più che mai presente e tendente a ricomporre i propri luoghi di origine sui testi reali, sulle opere d’arte, le vere fughe del senso.
Italo Calvino ha conquistato e restituito una sorta di “zona d’ombra”, ma sempre con una scrittura solare e cristallina volta alla contemporaneità, attraverso lo stile che lo ha contraddistinto, sia nella scrittura autobiografica che nella saggistica, sia nelle risorse della storia Occidentale che in quella ampia e viva d’Oltre Oceano ed Indoeuropea. Da Collezioni di sabbia a Palomar, alle Lezioni Americane un filo volto a portare in luce le poetiche e l’ordine del sensibile, accanto ai testi visivi di autori contemporanei, confrontandosi in tal senso con le Teorie della Forma di tutti i tempi. Ora lo sguardo, dalla scrittura incisa su pietra, è colto nelle evocazioni scenografiche e teatrali della scultura di Fausto Melotti o nelle immagini schematiche e pop di Lucio del Pezzo. S’è tracciato, dell’artista Trentino, un esempio editoriale in seno alla cultura umanistico-scientifica della casa editrice Einaudi. Lo spazio multiforme e spiraliforme, inglobante e disteso, avvolge il sapere inscritto nelle incisioni e nei disegni, da Gnoli a Del Pezzo, sottoponendo le proprie riflessioni più ad un concetto di varietà che di eterogeneità, restituite al vaglio concreto della letteratura artistica mediata dalla semiotica a vocazione scientifica. In questa linea, un «divenire visivo» della scrittura, appare inscritto in un orizzonte che può apparire tracciato con insistenza, ma che privilegia la riflessione intersoggettiva sin dalla comprensione di un certo tipo di neoschematismo descrittivo. È stato dunque dato molto spazio all’idea della nascita di una scienza contemporanea in cui la scrittura dell’autore ha saputo saggiare anticipazioni sotto forme analitiche e filosofiche d’assieme, in cui la traduzione e l’interpretazione contribuiscono al taglio lucido e profondo di un generale stato d’animo oltre che all’intensità dell’ingegno e del fantastico. Il volto della semiotica visiva e dell’arte, della letteratura artistica, entro il quale è possibile riconosce il sorriso dell’autore, la vivida ironia, può ben dire di avervi incontrato un paladino delle scienze umane.

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Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Tania Letizia Gobbett Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3818 click dal 05/12/2008.

 

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