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La riforma francese del settore delle garanzie nella prospettiva comparatistica

Informazioni tesi

  Autore: Michele Mezzatesta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza Magistrale (LMG01)
  Relatore: Diego Corapi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 245

Negli ultimi anni, la crescente liberalizzazione e globalizzazione dei mercati ha aumentato la velocità degli scambi commerciali, ed in questo tipo di economia aperta, nella quale lo sviluppo dell'impresa e dei consumi è strettamente dipendente dalle modalità di accesso ai finanziamenti, la questione dell'effettività della tutela del credito è destinata a rappresentare uno dei nodi centrali del dibattito in materia di rapporti di diritto patrimoniale.
Ogni scelta del sistema giuridico in ordine al problema delle garanzie dell'obbligazione influenza, in misura determinante, l'affidabilità e l'efficienza del mercato del credito, e tra le sfide da affrontare vi è quella di saper essere di supporto alle pressanti esigenze di competitività del mercato globale, coltivando regole e soluzioni che trovino solide radici nella tradizione e che sappiamo, al contempo, dare una risposta alle esigenze di un mercato transfrontaliero.
Proprio su questa linea che si sono mossi i tentativi di integrazione giuridica delle garanzie reali promossi negli ultimi anni da una serie di organismi internazionali: l’International Institute for the Unification of Private Law (UNIDROIT), l’United Nations Commission on International Trade Law (UNCITRAL), l’Organization of American States (OAS), l’European Bank of Reconstruction and Development (EBRD) e la stessa Unione Europea hanno provveduto ad emanare legislazioni armonizzatrici in questo specifico territorio.
Volendo semplificare i termini del fenomeno dell’integrazione giuridica delle garanzie reali, potremmo evidenziare come esso consista in un movimento volto a consentire la massima mobilizzazione degli elementi componenti il patrimonio del costituente la garanzia, ad assicurare la semplicità e l’efficacia delle tecniche di soddisfazione dei diritti del creditore.
E valutando in quest’ottica la riforma francese, potremmo sostenere che essa segni un equilibrato progresso del sistema nazionale verso il raggiungimento di simili mete.
Il profilo del diritto francese delle garanzie, era, però, assai simile al nostro - che da quello deriva -, in particolare quanto alla condivisione dei principi di specialità e di accessorietà. L’affievolimento del principio di specialità in Francia, consente un notevole incremento delle ipotesi di attività patrimoniali che possono essere vincolati a scopo di garanzia: beni futuri, in corso di lavorazione, crediti futuri quali, ad esempio, il fatturato prevedibile di un’impresa, le riserve di magazzino.
Nasce, quindi, una differenza tra il gage francese ed il pegno italiano, che è essenzialmente, la possibilità per i costituenti del primo, di evitare lo spossessamento, a vantaggio dell’economia d’impresa, che non sarebbe così costretta, ad immobilizzare parte del suo patrimonio. In Francia, il Code civil stesso prevede questa possibilità, in Italia, invece, abbiamo fatto ricorso alla legislazione speciale, grazie soprattutto al contributo della giurisprudenza, creando un istituto ad hoc...

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4 Introduzione Nel 1999 Michel Grimaldi, professore all’Università Panthèon-Assas (Paris II) e presidente dell’“Association Henri Capitant des amis de la culture juridique française”, interpretando un sentimento diffuso tra giudici e giuristi nazionali, scriveva dell’inadeguatezza del sistema delle garanzie reali in Francia, usando queste parole: << Le créancier aspire à une sûreté simple et efficace. Maintenant, à l’heure actuelle, nos sûretés rèelles ne sont pas ni toujours simple ni toujours efficaces 1 >>. La recente celebrazione del bicentenario del “Code Napoléon” (promulgato il 21 marzo 1804) è stata l’occasione storica per la realizzazione in Francia, di un’ampia opera di revisione ed ammodernamento del codice civile. Già, nel luglio 2003, il Ministero della Giustizia, accogliendo la spinta degli studiosi del settore, aveva costituito una commissione al fine di progettare una riforma organica delle garanzie del credito, che sfuggisse alla vecchia prospettiva delle riforme di settore. La commissione, presieduta proprio dal prof. Grimaldi, ha presentato il 31 marzo 2005, dopo circa un anno e mezzo di lavoro, un progetto di riforma, che consta di due documenti: un articolato ed un’esposizione dei motivi. Il rapporto Grimaldi ha convinto il governo a dare il via alla riforma per il tramite della tecnica della legislazione per via di ordinanza. La delega parlamentare, a tal fine necessaria, è stata concessa con l’art.24 della legge n. 2005- 1 Traduzione : << Il creditore aspira ad una garanzia semplice ed efficace. Ora, allo stato attuale, le nostre garanzie reali non sono né sempre semplici né sempre efficaci >>. Testo tratto dall’articolo di GRIMALDI M., Le garanzie reali in Francia. Problemi e prospettive, in Rivista Critica di Diritto Privato, Padova, Cedam, 1999, p.3.

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