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La comunità internazionale e il conflitto angolano durante la guerra fredda

Informazioni tesi

  Autore: Evelina Crespi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Cristiana Fiamingo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

Ho analizzato il conflitto angolano dalla data del suo scoppio, 1975, fino al termine, nel 2002, durante tutte le sue fasi principali ed i vari tentativi di processi di pace. In seguito, ho evidenziato l'"internazionalizzazione" del conflitto, ed il ruolo svolto dalle principali potenze straniere all'interno dello stesso durante il periodo della guerra fredda (Zaire, Sudafrica, Cina, Cuba, Unione Sovietica e Stati Uniti). Infine, mi sono focalizzata sul ruolo ricoperto in Angola proprio dalle varie amministrazioni statunitensi nel periodo 1974-1993, ovvero quelle Ford, Carter, Reagan, Bush.

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Introduzione Una guerra a mio parere poco conosciuta dall’opinione pubblica mondiale, tuttavia durata all’incirca una trentina d’anni. Si tratta del conflitto angolano. Mi sembra pazzesco che gran parte delle persone nemmeno sappia che cosa sia stata la guerra civile angolana. Un conflitto logorante, straziante per la popolazione civile, e durato, appunto, dal 1975, anno dell’indipendenza angolana dal Portogallo, fino al 2002. Mi ha sempre stupito come, durante l’epoca di guerra fredda, territori di tutte le parti del mondo siano diventati terreno di scontro di conflitti sanguinosi, supportati dalle due superpotenze, le quali, per supposte ideologie, erano pronte a fornire armamenti, finanziamenti e appoggio politico alle parti in lotta tra loro, senza badare al benessere della popolazione civile. Fu proprio questo ciò che accadde una volta raggiunta l’indipendenza in Angola, quando la guerra civile scoppiò con tutta la sua forza, e numerosi paesi esterni, africani e non, furono pronti a supportare le diverse fazioni in vista di fini particolaristici o ideologici. Sono stata spinta a interessarmi a questa vicenda storica soprattutto grazie all’esperienza vissuta in prima persona in Portogallo l’anno passato. Vivendo in questo paese per un anno intero, nella città di Coimbra, mi sono, infatti, resa conto di quante fossero le persone di origine africana, e soprattutto angolana, lì presenti. Oggigiorno la popolazione straniera in Portogallo costituisce circa il 6 % del totale, e gran parte di essa proviene dalle cinque ex colonie africane: Angola, Mozambico, Guinea Bissau, Capo Verde e São Tomé e Principe. Durante la mia esperienza ho potuto conoscere varie sfaccettature dell’Angola, grazie all’incontro con varie persone che a questo paese sono legate: il gestore di una copisteria a Coimbra, ex colono in Angola, che, parlando di Luanda come della “sua” città, aveva combattuto nella guerra d’indipendenza, il ragazzo angolano, nipote di un commerciante di diamanti, che grazie agli “aiuti” dello zio stava girando il mondo, o ancora i tanti ragazzi e ragazze, figli di immigrati angolani che frequentavano l’università assieme a me. Le persone conosciute, e i loro racconti, mi hanno quindi sicuramente incentivato ad approfondire questo argomento tanto vasto e complesso quanto interessante. Un ulteriore, fondamentale, stimolo all’approfondimento della recente storia angolana mi è stato fornito dal corso universitario seguito proprio a Coimbra, “Historia dos Países Africanos de Língua Oficial Portuguesa”, durante il quale si è discusso della storia di tutte le cinque ex- colonie portoghesi, soffermandosi principalmente su Angola e Mozambico. Ho così potuto 6

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