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Le regioni italiane nella fase ascendente e discendente del diritto comunitario

Informazioni tesi

  Autore: Sebastiano Moreddu
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Fois
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

Il presente lavoro intende mettere in evidenza i meccanismi medianti i quali le regioni italiane partecipano alla fase ascendente e discendente del diritto comunitario. Nel primo capitolo viene affrontata la fase ascendente, in particolare vengono analizzati il concetto e l'evoluzione della multilevel governance ed il rapporto tra regioni ed Europa. In questa fase della tesi ci si è soffermati sulla distinzione tra partecipazione diretta ed indiretta. Nel primo caso si fa riferimento al Comitato delle Regioni e all'apertura da parte delle regioni degli uffici di collegamento mentre per ciò che concerne la partecipazione indiretta sono state osservate le procedure di consultazione tra Stato e regioni e le novità introdotte dagli articoli 2 e 5 della legge n. 11/2005 della c.d. legge "Buttiglione". La seconda parte del lavoro ha ad oggetto la fase discendente ossia il momento nel quale le regioni si adeguano al diritto comunitario mettendo in evidenza le distinzioni tra adempimento in via legislativa ed in via amministrativa, fornendo un quadro completo sia della normativa, in particolare l'attuale legge n. 11/2005, sia delle principali pronunce giurisprudenzali, costituzionali e comunitarie. Tra le tematiche affrontate nel secondo capitolo emerge fra tutte lo strumento della legge comunitaria che con la legge n. 11/2005 ha introdotto la legge comunitaria regionale. Infine in entrambi i capitoli è presente una sezione rigurdante la regione Sardegna in rapporto alle altre realtà italiane sia in tema di uffici di collegamento regionali (fase ascendente) che in ambito di utilizzo della legge comunitaria regionale (fase discendente).

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III.I.I) LA LEGGE COMUNITARIA REGIONALE Il progetto di istituire una legge comunitaria regionale compare per la prima volta in un progetto di legge del 2001197, che decadde a causa della conclusione della XIII legislatura. Nel testo veniva introdotta una disposizione in base alla quale "Le Regioni possono secondo le norme dei rispettivi ordinamenti statutari, adottare, annualmente, leggi recanti disposizioni per l'adempimento, anche mediante regolamenti regionali, degli obblighi comunitari, [...], vertenti su materie di competenza regionale". La disposizione secondo la dottrina riteneva introducesse "una specie di legge comunitaria regionale198". Sul fronte regionale, l'anno successivo, la Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, adottò un documento dal titolo "Il recepimento degli atti normativi comunitari. Una proposta: la legge comunitaria regionale" che individuava proprio nella legge comunitaria regionale uno strumento efficace ed organico nel recepimento degli obblighi comunitari. Le richieste delle Regioni e le sollecitazioni provenienti 197 Si tratta del testo unificato elaborato dal Comitato ristretto della XIV Commissione della Camera dei Deputati (Politiche dell'Unione europea), intitolato “Modifiche della legge 9 marzo 1989, n. 86”. 198 ANZON Adele, L'attuazione degli obblighi comunitari: legge comunitaria e ruolo delle regioni, in PANUNZIO Sergio Paolo (a cura di), I costituzionalisti e l'Europa. Riflessioni sui mutamenti costituzionali nel processo di integrazione europea, Giuffrè, Milano, 2002, p. 612. 129

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