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La politica statunitense per l'energia e il clima dell'Amministrazione Bush (2001-2009)

Il presente lavoro si pone l'obiettivo di analizzare gli anni della presidenza Bush sotto il duplice profilo delle politiche interne per l'energia e il clima, e della gestione da parte dell'Amministrazione delle questioni relative alla cooperazione internazionale.

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Introduzione Storicamente gli Stati Uniti sono una terra ricca d'energia e di materie prime: petrolio, gas naturale e carbone rappresentano i fattori che, tra gli altri, ne hanno permesso una crescita industriale così potente. La diffusione di queste materie prime e la loro variazione in termini di stock ha subito dei mutamenti a seconda dei periodi storici sin dalla fine del Settecento, epoca della Rivoluzione industriale; gli Stati Uniti incarnano un modello di industrializzazione sui generis, a causa in particolare della sovrabbondanza di materie prime. La prima fase dell'industrializzazione, fino alla metà dell'Ottocento, è caratterizzata dalla predominanza del legno, diffuso in maniera capillare in tutto il territorio, e delle risorse idriche, concentrate nella regione del New England. Solo a partire dalla seconda metà del XIX secolo si diffuse l'uso del carbone, elemento centrale dell'industrializzazione europea, in particolare a causa della crescente inadeguatezza delle risorse idriche al di fuori del New England, dell'aumento dei prezzi del legno come fonte energetica e della scoperta di vasti giacimenti di carbone nella zona degli Appalachi; la transizione dal legno al carbone può dirsi conclusa verso gli anni della Grande Guerra. Il nuovo secolo è caratterizzato, in particolare tra il 1915 e il 1955, da una sensibile diminuzione dell'utilizzo del carbone a favore di altre fonti quali il petrolio, grazie soprattutto alla diffusione delle automobili, e il gas naturale. Il carbone mantiene comunque una posizione di primo piano per quanto riguarda la produzione di energia elettrica: fino al 1973, infatti, il 69% del carbone estratto negli Stati Uniti è impiegato nel settore dell'elettricità1. Alla vasta disponibilità di tali risorse corrisponde anche un prezzo generalmente accessibile, in particolare nel periodo compreso tra il 1953 e il 19762, anche per ciò che riguarda le tasse, mediamente più basse rispetto agli altri Paesi sviluppati. Ciò è riflesso anche negli stili di vita dei cittadini e nei loro consumi: si pensi al tipo di automobili più diffuse, alle dimensioni delle abitazioni, ai consumi per il loro 1 ROSENBERG, N., “Energy Efficient Technologies: Past and Future Perspectives” in QUADRIO CURZIO, A., FORTIS, M. e ZOBOLI, R., Innovation, Resources and Economic Growth, Springer- Verlag, Berlin Heidelberg, 1994. 2 Ibid. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Camilla Cattaneo Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.