Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il vertice del G8 a L’Aquila: considerazioni sul fronte dei cambiamenti climatici e della lotta alla povertà

Il Vertice annuale dei Paesi del G8, organizzato dalla Presidenza di turno italiana, si è svolto quest’anno a L’Aquila dall’8 al 10 luglio, per dimostrare solidarietà verso la popolazione dell’Abruzzo, severamente colpita dal terremoto del 6 aprile, e verso tutti coloro che nel mondo sono stati colpiti da calamità naturali.

Al Gruppo delle maggiori potenze economiche mondiali (G8): Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti, si sono affiancati i principali Paesi con economie emergenti, definiti Gruppo dei 5 (G5): Brasile, Repubblica Popolare Cinese, India, Messico e Sud Africa. Hanno partecipato al Vertice anche i Paesi fondatori della New Partnership for Africa's Development (NEPAD) e i rappresentanti dell’Unione Africana, oltre a Spagna, Turchia, Paesi Bassi ed Egitto. In rappresentanza dell’Unione Europea erano presenti José Manuel Barroso, Presidente delle Commissione Europea, e Fredrik Reinfeldt, Presidente del Consiglio Europeo.

I temi principali discussi dai Capi di Stato e di Governo sono stati: la crisi economica internazionale, la liberalizzazione del commercio mondiale, la lotta ai cambiamenti climatici, lo sviluppo dei Paesi poveri e dell’Africa, la sicurezza alimentare, la salute e l’accesso all’acqua, le questioni politiche internazionali, tra cui la non proliferazione nucleare, la lotta al terrorismo e la situazione in Iran e Medio Oriente, Afghanistan e Corea del Nord.

La lotta ai cambiamenti climatici è stata una priorità della Presidenza italiana, nell’ambito del processo di definizione di una risposta mondiale ai cambiamenti climatici che mira al massimo impegno dei Paesi industrializzati e al contributo attivo dei Paesi in via di sviluppo, promossa dall’United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).

In questo contesto, il Vertice si è presentato come una tappa fondamentale per raggiungere un accordo mondiale sul clima a Copenaghen nel prossimo dicembre, essendo ospiti del summit anche i Leader del Foro delle Maggiori Economie su Energia e Clima (MEF) .

Nel dibattito scientifico che è seguito, i Paesi del G8 hanno deciso di dimezzare le emissioni mondiali di gas a effetto serra entro il 2050 e hanno sostenuto l’obiettivo a lungo termine di un taglio dell'80% o più per i paesi industrializzati, riconoscendo il limite del surriscaldamento globale di 2° Celsius, per la prima volta con il sostegno degli Stati Uniti, ma senza l’appoggio di Cina e India.

Nonostante il mancato accordo sulla definizione di target specifici da parte dei due grandi Paesi emergenti, nelle dichiarazioni ufficiali e nei commenti dei leader del G8 traspare ottimismo in vista della Conferenza ONU di Copenhagen.

Forte preoccupazione, invece, è stata espressa dai principali gruppi ambientalisti, in quanto finora non sono è stato esplicitato uno degli elementi più importanti per raggiungere tale accordo, vale a dire un anno di riferimento sul quale calcolare gli obiettivi di riduzione dei gas serra.

Pertanto, gli impegni espressi dal G8 e dal MEF risultano ancora insufficienti per proteggere la popolazione e il pianeta dai cambiamenti climatici, soprattutto i Paesi più poveri e vulnerabili che ne subiranno gli impatti in modo sproporzionato e per i quali lo sviluppo economico e sociale e la lotta contro la povertà sono le priorità più importanti per poter raggiungere il primo Obiettivo del Millennio, l’eliminazione della povertà nel mondo, che, come ribadito a più riprese nella campagna ONU per gli MDGs, non può essere affrontato efficacemente senza considerare l'impatto dei cambiamenti climatici sull'agricoltura, sulle epidemie e sugli eventi meteorologici violenti.

Mostra/Nascondi contenuto.
MACIS 2008/09 Project Work di Tarquini Tiziana Introduzione Il Vertice annuale dei Paesi del G8, organizzato dalla Presidenza di turno italiana, si è svolto quest’anno a L’Aquila dall’8 al 10 luglio, per dimostrare solidarietà verso la popolazione dell’Abruzzo, severamente colpita dal terremoto del 6 aprile, e verso tutti coloro che nel mondo sono stati colpiti da calamità naturali. Al Gruppo delle maggiori potenze economiche mondiali (G8): Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti, si sono affiancati i principali Paesi con economie emergenti, definiti Gruppo dei 5 (G5): Brasile, Repubblica Popolare Cinese, India, Messico e Sud Africa. Hanno partecipato al Vertice anche i Paesi fondatori della New Partnership for Africa's Development (NEPAD) e i rappresentanti dell’Unione Africana, oltre a Spagna, Turchia, Paesi Bassi ed Egitto. In rappresentanza dell’Unione Europea erano presenti José Manuel Barroso, Presidente delle Commissione Europea, e Fredrik Reinfeldt, Presidente del Consiglio Europeo. I temi principali discussi dai Capi di Stato e di Governo sono stati: la crisi economica internazionale, la liberalizzazione del commercio mondiale, la lotta ai cambiamenti climatici, lo sviluppo dei Paesi poveri e dell’Africa, la sicurezza alimentare, la salute e l’accesso all’acqua, le questioni politiche internazionali, tra cui la non proliferazione nucleare, la lotta al terrorismo e la situazione in Iran e Medio Oriente, Afghanistan e Corea del Nord. 4

Tesi di Master

Autore: Tiziana Tarquini Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 564 click dal 13/11/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.