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La ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania nel secondo dopoguerra (1945-1954)

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Simone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Federico Scarano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

Fine della presente trattazione è stato focalizzare l’attenzione sulla ripresa delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Germania nel secondo dopoguerra; all’indomani, dunque, di quelle tragiche vicende della guerra, in particolare degli ultimi venti mesi di occupazione nazista, che però non frenarono il riavvicinamento tra il governo italiano e quello tedesco-federale dal 1949 in poi. La cornice naturale entro la quale si inserivano gli sforzi di entrambe le parti per ripristinare la tradizionale amicizia e cooperazione tra i due paesi, non poté non essere quella della costruzione comunitaria europea. Proprio per questo motivo, si è dovuto indagare su quale fosse stato il contributo dell’Italia e della Germania all’unità europea; quindi, quale fosse stata la posizione assunta dal mio paese all’inizio del processo di integrazione europea e perché. Scoprire, inoltre, quale significativo apporto vi fu da parte dei governanti italiani e tedeschi del tempo in occasione dei passaggi più difficili e impegnativi del percorso comunitario tra il 1945 e il 1954.

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INTRODUZIONE Fine della presente trattazione è stato focalizzare l’attenzione sulla ripresa delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Germania nel secondo dopoguerra; all’indomani, dunque, di quelle tragiche vicende della guerra, in particolare degli ultimi venti mesi di occupazione nazista, che però non frenarono il riavvicinamento tra il governo italiano e quello tedesco-federale dal 1949 in poi. La cornice naturale entro la quale si inserivano gli sforzi di entrambe le parti per ripristinare la tradizionale amicizia e cooperazione tra i due paesi, non poté non essere quella della costruzione comunitaria europea. Proprio per questo motivo, si è dovuto indagare su quale fosse stato il contributo dell’Italia e della Germania all’unità europea; quindi, quale fosse stata la posizione assunta dal mio paese all’inizio del processo di integrazione europea e perché. Scoprire, inoltre, quale significativo apporto vi fu da parte dei governanti italiani e tedeschi del tempo in occasione dei passaggi più difficili e impegnativi del percorso comunitario tra il 1945 e il 1954. Per sviluppare il tema al meglio e nella maniera più esauriente e completa possibile, si è fatto uso di diverse tipologie di fonti. Innanzitutto non si è potuto prescindere dall’analisi e dalla consultazione dei Documenti Diplomatici Italiani pubblicati, che coprono, per ora, la storia della politica estera italiana fino al 1950 1 . Dalla lettura di tale documentazione, traspare chiaramente la forte vocazione europeista dell’Italia, così come il grande interesse verso l’ex alleato. Nonostante nell’immediato secondo dopoguerra il nostro Paese avesse una limitata influenza internazionale, fu sempre convinto sostenitore del processo di integrazione europea e della necessità di riammettere la Germania 1 Ministero degli Affari Esteri, Commissione per il riordinamento e la pubblicazione dei Documenti Diplomatici Italiani, Documenti Diplomatici Italiani, X Serie 1943-1948, Volumi I, II, III, IV, V, VI, VII, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1992-2000. Ministero degli Affari Esteri, Commissione per il riordinamento e la pubblicazione dei Documenti Diplomatici Italiani, Documenti Diplomatici Italiani, XI Serie, 1948-1953, Volumi I, II, III, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2005-2007. 4

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