Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La forza della parola nella suggestione

Si potrebbe rintracciare il fil rouge di questa tesi con ciò che attraversa la parola e la relazione e come questi elementi si coniugano in ambito psicoterapeutico per costituire il rapporto tra il terapeuta e il paziente.
I primi tre capitoli di questa tesi riguarderanno Freud e la sua opera terapeutica. Sarà preso in considerazione il suo intero cammino, dall’ipnosi alle libere associazione; verrà poi esaminata l’attinenza di Freud con la parola e, in ultimo, l’aspetto relazionale e transferale così come teorizzato da Freud.
Il capitolo quattro riguarda Milton Erickson, la sua vita e la sua opera. Considerato il caposcuola della nuova ipnosi, vedremo in che modo egli riusciva a curare i propri pazienti. Erickson era un terapeuta estremamente creativo e aveva l’abilità di entrare subito in una relazione particolare con i suoi pazienti. Certamente una figura affascinate nel panorama degli psicoterapeuti del secolo scorso.
Il capitolo quinto tratta gli studi di Bandler e Grinder, da cui prende vita la Programmazione Neuro-linguistica che nasce sul modellamento di grandi terapeuti come Erickson, Satir e Perls. Di questo nuovo indirizzo psicoterapico verranno delineate la storia, le coordinate epistemologiche nonché gli elementi di base.
Con i successivi capitoli, il sei e il sette, esamineremo due tecniche linguistiche teorizzate nell’ambito della PNL: il metamodello e gli Sleight of Mouth (SoM). Il primo è un modello linguistico di precisione cioè tendente a ricostruire l’esperienza originaria del paziente che ha subito trasformazioni in seguito alla verbalizzazione. Gli SoM, invece, sono 14, tecniche che permettono di rendere consapevole e quindi modificabili le convinzioni limitanti del paziente.
Tutte queste tecniche sono indirizzate ad entrare nell’esperienza del mondo che fa il paziente, dunque tese ad affinare anche l’ascolto profondo.

Mostra/Nascondi contenuto.
9 “Si crede di stare continuamente seguendo la natura, e in realtà non si seguono che i contorni della forma attraverso cui la guardiamo. Un‟immagine ci teneva prigionieri. E non potevamo venirne fuori perché giaceva nel nostro linguaggio e questo sembrava ripetercela inesorabilmente.”. Wittghenstein 1. FREUD ABBANDONA L’IPNOSI Il percorso intrapreso da Freud per arrivare alla formulazione della teoria e della pratica della psicoanalisi attraversa in lungo tutte le conoscenze che allora si avevano in merito all‟ipnosi. Si potrebbe dire che il vero punto di partenza della sua ricerca sia stato il suo incontro con questa tecnica. In questa parte prenderemo in considerazione l‟intero cammino che Freud percorse: da appassionato sostenitore dell‟ipnosi fino all‟abbandono, i vari passaggi della tecnica ipnotica legati ad altrettanti maestri. Durante tutto il tragitto Freud in ogni caso non trascurò mai di elicitare quanto era insito nell‟ipnosi e in genere in ogni forma di terapia. Si soffermò, infatti, sul potere della parola, sul ruolo della suggestione e, infine sulla relazione e le sue componenti. Questi fattori saranno da noi analizzati con l‟intento poi di ritrovare delle forme analoghe anche nel tema che tratteremo nell‟ultima parte: la Programmazione NeuroLinguistica.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Fiorenza Spadaro Contatta »

Composta da 250 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4422 click dal 12/03/2010.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.