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Le nuove tendenze del presidenzialismo in Europa: il caso spagnolo

Oggetto della tesi è il fenomeno della presidenzializzazione della politica in relazione al caso spagnolo. Proprio la Spagna, infatti, rappresenta testimonianza eloquente di quel processo che attraversa gran parte degli ordinamenti europei, alla costante ricerca di nuovi equilibri e nuove forme di razionalizzazione della forma di governo, traducendosi in una vigorosa e diffusa spinta in senso presidenzialista. A tal riguardo, l’elaborato è diviso in quattro parti. Nella prima si analizza il fenomeno in oggetto da una prospettiva comparata, puntando l’attenzione sul tradizionale modello di forma di governo parlamentare a «forte razionalizzazione» in cui si colloca il sistema spagnolo. Qualche cenno viene anche dedicato al dibattito dottrinale intorno alle tendenze evolutive che il fenomeno del presidenzialismo è venuto ad assumere in Europa.
Nella seconda parte del lavoro si accendono i riflettori sul dettato costituzionale spagnolo dove è già possibile rinvenire quelle regole solide che assicurano la prevalenza del presidente all’interno della sua compagine governativa. Basti qui solo accennare al procedimento di formazione del governo fondato sull’istituto dell’investitura parlamentare in cui partecipa soltanto il presidente in pectore; alla questione della fiducia che, di fatto, può ricondursi nell’ambito dei poteri propri del presidente, nonostante la Costituzione prescriva la previa deliberazione del Consiglio dei ministri; ed infine, - ma, forse, l’esempio più significativo - allo scioglimento anticipato di una o entrambe le Camere, che investe l’esclusiva responsabilità del capo del governo.
La terza parte dell’elaborato è dedicata ai fattori politico-istituzionali che hanno contribuito a facilitare ed alimentare il processo di caratterizzazione del sistema parlamentare spagnolo in senso decisamente presidenzialista, attraverso il riconoscimento di una spiccata primauté del presidente del governo, anche al di là del disegno prefigurato dalla stessa carta costituzionale. Infatti, in questa logica, un ruolo preponderante hanno giocato e giocano i peculiari caratteri che contraddistinguono il sistema politico spagnolo nella definizione dei rapporti di forza all’interno delle dinamiche interistituzionali. Si vuole alludere vuoi al sistema elettorale che finora ha dato luogo a governi monocolore, appoggiati da solide ed omogenee maggioranze; vuoi al sistema dei partiti che sembra tendere, piuttosto che verso i sistemi delle grandi coalizioni propri della gran parte dei Paesi europei, verso forme più prossime al bipartitismo britannico, nonostante la presenza ed il riconoscimento di partiti nazionalisti o regionalisti; vuoi ai tratti tipici dei partiti politici spagnoli, caratterizzati da una organizzazione piuttosto «centralizzata e oligarchica» che assicura ai vertici un forte potere decisionale, favorendo la stretta identificazione con i leader che vengono ad assumere il ruolo di «catalizzatori del consenso». Ampio spazio viene dedicato, in questa sezione, al sistema elettorale spagnolo che, a detta della maggior parte della dottrina, gioca un ruolo fondamentale nel rafforzamento del ruolo del presidente: si parla, infatti, di un sistema proporzionale che in realtà produce effetti maggioritari.
Nel quarto e ultimo capitolo dell’elaborato si analizza, seppur brevemente, la pratica politica e parlamentare spagnola che, sin dall’approvazione della Costituzione del 1978, non ha fatto altro che confermare il disegno giuridico- costituzionale che colloca il presidente al centro di una vasta sfera di influenza politica, economica e sociale che controlla il potere esecutivo dello Stato. In effetti - come si può rilevare osservando le tabelle riportate all’interno della tesi – l’esistenza di governi monocolore (dal primo nato dopo le elezioni del ’79 con Suárez sino all’ultimo formato nel 2008 dal Psoe di Zapatero, passando, si intende, per quelli nominati da González nel lungo periodo socialista o da Aznar nel periodo popolare) e la posizione di forza occupata da ciascun presidente all’interno del partito di governo hanno finito col contribuire a potenziare la centralità del premier, sino a rendere i governi veri e propri governi del presidente.

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10 I. LA FORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE: MODELLI IN EVOLUZIONE 1. Tendenze del parlamentarismo europeo Il dibattito sulla presidenzializzazione degli esecutivi è meno recente di quanto si pensi. Si avviò in Irlanda, e poi nel Regno Unito, sin dagli anni Sessanta del secolo scorso quando ci si cominciò ad accorgere che la politica si andava personalizzando. «Ciò – segnalano Carlo Fusaro e Toshiyasu Takahashi – metteva in discussione l‟idea che farsi eleggere e governare fosse solo o principalmente un‟impresa collettiva di partiti politici organizzati. Il governo di partito – proprio nella madre delle democrazie parlamentari – cominciò a venir revocato in dubbio. In ciò, infatti, si può dire la presidenzializzazione consista: nella circostanza che nei regimi parlamentari, tutti originariamente evolutisi all‟insegna della collegialità dell‟esecutivo, si è andato registrando un progressivo spostamento da uno schema nel quale la politica di governo e prima ancora quella elettorale erano dominate dal partito politico a uno nel quale il leader di partito tende a diventare forza politica relativamente autonoma»3. L‟osservazione dalla quale si parte è che le moderne democrazie, anche al di là degli aspetti strutturali-formali sanciti da leggi e costituzioni, sembrano seguire una logica che rende centrale il ruolo dei leader, a partire dai processi elettorali, e monocratica la determinazione e la gestione dell‟indirizzo politico. Un simile fenomeno, le cui cause sono molteplici e verranno qui prese in 3 C. Fusaro, T. Takahash, La presidenzializzazione degli esecutivi nelle democrazie contemporanee: il caso Giappone, in La presidenzializzazione degli esecutivi nelle democrazie contemporanee, a cura di A. Di Giovine e A. Mastromarino, Collana collegata alla Rivista DPCE, Torino, Giappichelli, 2007, p. 301.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ugo Ferrero Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.