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L'informazione al paziente anziano nella gestione della terapia anticoagulante orale

BACKGROUND: La terapia anticoagulante orale (TAO) è indicata in diverse situazioni patologiche che sono in continuo aumento specialmente nella popolazione anziana (Palareti et al, 2000) e coinvolge il 30% della popolazione anziana con età superiore ai 65 anni (FCSA, 2008; Palareti et al, 1996; Palareti et al, 2000). Un’errata gestione del trattamento aumenta il rischio di complicanze e una delle cause è rappresentata da un’informazione insufficiente e carente (Kagansky et al, 2004). La qualità dell’informazione dipende dai contenuti erogati, dal tempo, dalla relazione infermiere-paziente (Modarelli et al, 2005; Wofford et al, 2008).
OBIETTIVI: L’obiettivo dello studio è stato quello di descrivere e analizzare la percezione del paziente anziano sull’informazione sul trattamento anticoagulante orale rispetto al contenuto, alle strategie adottate, al tempo dedicato e alle aspettative.
MATERIALI E METODI: Il disegno di studio adottato è di tipo descrittivo. È stato somministrato un questionario a 70 pazienti dai 65 anni in sù affetti da FAC, TVP o sottoposti a intervento di sostituzione valvolare cardiaca e ricoverati presso 9 Unità Operative dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Santa Maria della Misericordia” di Udine che assumevano il farmaco anticoagulante per os. Il periodo in cui si è svolto lo studio è compreso tra il 4 e il 20 marzo 2010.
RISULTATI: Il 98,6% (69/70) ha ricevuto l’informazione e di questi il 78,7% (55/69) sulla dimenticanza della dose giornaliera, l’87% (60/69) sugli effetti collaterali e sulle complicanze, l’88,4% (61/69) sulla dieta, il 97,1% (67/69) sul monitoraggio dell’INR, il 92,8% (64/69) sull’orario di assunzione, l’88,4% (61/69) sulle interazioni con altri farmaci e l’85,5% (59/69) sulle cure dentarie e sugli interventi chirurgici/esami invasivi. Tutti e 69 conoscono il motivo per cui sono in trattamento. Sono pochi coloro che vengono informati sull’attività fisica e sulla vacanza, e talvolta è fornito del materiale informativo (61,4%). La maggioranza del campione è stata informata dal medico (79,7%) in ambuatorio (62,3%) in presenza del familiare (59,4%) e riferisce di aver compreso i vari argomenti (89,9%). Il tempo dedicato è risultato giusto (85,5%). Il 61,4% (43/70) assume l’anticoagulante da più di un anno e il 52,9% (37/70) effettuava il monitoraggio una o due volte al mese. Al 91,3% (63/69) non è stato chiesto se desiderava la presenza del familiare durante l’incontro informativo. L’informazione è stata sufficiente per il 76,8% (53/69) e nei restanti le aspettative si concentravano su cosa fare in vacanza, sulle cure dentarie e gli interventi chirurgici/esami invasivi e sulla dimenticanza della dose. La comprensione risultava essere dell’89,9% (62/69).
DISCUSSIONE/CONCLUSIONI: Dai risultati si riscontra come i pazienti in trattamento anticoagulante cronico hanno una buona compliance in quanto eseguono il monitoraggio dell’INR 1 o 2 volte al mese (p < 0,05 e χ2 = 63,08), questo trova riscontro anche con la letteratura. La riservatezza è vista come sottovalutata da coloro che hanno partecipato all’incontro informativo in presenza del familiare e l’infermiere tende di più a preservarla. Tra coloro che non hanno compreso i contenuti informativi, la maggioranza accusava il tempo limitato (p < 0,05 e χ2 = 77,63), mentre dagli studi di letteratura sono dedicate più sessioni. A differenza di quanto emerso da alcuni studi, il grado di istruzione e l’età non influiscono sul livello di comprensione. In generale, dunque, i pazienti anziani sono informati sulla loro terapia e la maggior parte degli argomenti è affrontata. Si incoraggia pertanto alla pianificazione di programmi informativi rendendoli esaustivi nei contenuti e soddisfacenti nella metodologia, adeguandoli al fabbisogno informativo del paziente. Il tempo è essenziale nell’acquisizione dei contenuti e risulta importante puntare su questo aspetto.

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3 INTRODUZIONE La terapia anticoagulante orale rientra tra quei trattamenti che sono tra i più prescritti. È indicata in diverse situazioni patologiche, molto spesso a decorso cronico e che sono in continuo aumento, specialmente nella popolazione anziana, per cui si rende necessario l’inizio del trattamento (Palareti et al, 2000). Questa situazione impone ai sistemi sanitari dei vari paesi il sostenimento di costi elevati e la promozione di un continuo aggiornamento dei professionisti al fine di aumentare le conoscenze e le competenze nella gestione della terapia anticoagulante orale. Dall’altra parte, invece, il trattamento anticoagulante modifica lo stile di vita in maniera rilevante ed un errato management porterebbe all’insorgenza di eventi avversi, quali emorragia e fenomeni tromboembolici, talvolta anche mortali (Wofford et al, 2008). Spesso l’errato management del farmaco è dovuto, tra le altre, ad un’informazione insufficiente e carente, aumentando così il rischio di insorgenza delle complicanze (Kagansky et al, 2004). Lo scopo di questa tesi si propone di descrivere la percezione che il paziente anziano ha rispetto all’informazione che gli viene erogata riguardo il trattamento anticoagulante orale.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Donatello Villano Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4175 click dal 21/04/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.