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Lo storytelling nelle organizzazioni e nella comunicazione politica

Lo storytelling ha invaso negli ultimi anni, in modo più o meno pacifico, tutti i settori della nostra società. Raccontare storie è diventata una tecnica ad uso e consumo di chiunque, soprattutto di chi ha come obiettivo il comunicare qualcosa, o, nel peggiore dei casi, vuole controllare le opinioni altrui.
A lungo visto come una forma di comunicazione riservata ai bambini, praticata esclusivamente nelle ore di svago e analizzata solo da studi letterari, lo storytelling ha cominciato ad essere considerato una disciplina e un metodo di lavoro, da poter adottare in settori come le organizzazioni e la comunicazione politica. Questo ha portato le nostre vite personali e lavorative a divenire costantemente avvolte da una sorta di rete narrativa, che filtra le nostre percezioni, stimola i nostri pensieri ed evoca le nostre emozioni.

Con questo lavoro ci proponiamo di analizzare questo sviluppo dello storytelling nella nostra società e di descrivere le modalità con cui la narrazione viene utilizzata dalle organizzazioni e per fini di comunicazione politica. Al termine vedremo se tale sviluppo può essere considerato in termini positivi o negativi; cercheremo in particolare di capire, attraverso degli esempi, se raccontare storie può rappresentare una valida opportunità per far passare un messaggio e come difendersi da chi “racconta storie” nel senso negativo del termine.

Il testo è diviso in due parti: nella prima, che corrisponde al primo capitolo, si affronta lo storytelling dal punto di vista teorico, con una presentazione delle tecniche di sfruttamento della narrazione; nella seconda, che corrisponde al secondo e terzo capitolo, si portano delle dettagliate esemplificazioni che mostrano l’attuazione nella pratica di suddette tecniche.

Il primo capitolo parte dalle radici dello storytelling, per spiegare cosa vuol dire raccontare una storia, in che modo può essere fatto e con quali obiettivi, per poi passare alla descrizione di come esso si sia evoluto negli ultimi anni e di cosa sta accadendo in quella che i sociologi chiamano “nuova epoca narrativa”, dove la narrazione entra prepotentemente nelle riunioni di lavoro delle grandi aziende americane (e in quelle italiane qualche anno più tardi) e viene assunta dai presidenti degli Stati Uniti e dai loro consulenti per comunicare ai cittadini.

Nel secondo capitolo ci si concentra sullo storytelling all’interno delle organizzazioni, raccontando tre storie chiave della sua evoluzione in ordine cronologico: la prima è quella di Stephen Denning alla Banca Mondiale, che può essere considerata il punto di partenza dell’uso della narrazione nel management nelle organizzazioni; la seconda è quella di Nike Inc., una vicenda che dimostra l’importanza dello storytelling nel rappresentare l’immagine di un’azienda; la terza è quella di Steve Jobs, fondatore di Apple Inc., che in un celebre discorso all’Università di Stanford fece ricorso alle norme dettate dallo storytelling.
In seguito vengono descritte le esperienze di tre aziende italiane con lo storytelling, raccontate dai loro esponenti al Convegno di Pavia del 19 ottobre 2009, per poi confrontarle con la realtà americana.

Il terzo capitolo è dedicato invece alla comunicazione politica americana, e si concentra sullo storytelling dell’ex Presidente George W. Bush; vengono analizzati in particolare i seguenti punti: l’uso delle storie, l’opera del suo spin doctor, l’adozione delle tecniche del marketing e l’impiego delle tecnologie; gli stessi punti vengono poi presi come riferimento per riassumere la campagna elettorale dell’attuale Presidente Barack Obama, per poi concludere il capitolo con un confronto tra i due.

In conclusione faremo delle ultime considerazioni su quanto detto nei capitoli precedenti: vedremo se lo sviluppo dello storytelling ha portato ad un peggioramento o un miglioramento della società e se si tratta di uno strumento di cui approfittare o da cui difendersi.

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3 INTRODUZIONE Lo storytelling ha invaso negli ultimi anni, in modo più o meno pacifico, tutti i settori della nostra società. Raccontare storie è diventata una tecnica ad uso e consumo di chiunque, soprattutto di chi ha come obiettivo il comunicare qualcosa, o, nel peggiore dei casi, vuole controllare le opinioni altrui. A lungo visto come una forma di comunicazione riservata ai bambini, praticata esclusivamente nelle ore di svago e analizzata solo da studi letterari, lo storytelling ha cominciato ad essere considerato una disciplina e un metodo di lavoro, da poter adottare in settori come le organizzazioni e la comunicazione politica. Questo ha portato le nostre vite personali e lavorative a divenire costantemente avvolte da una sorta di rete narrativa, che filtra le nostre percezioni, stimola i nostri pensieri ed evoca le nostre emozioni. È sufficiente accendere la televisione per diventare testimoni di questa invasione narrativa; basta infatti guardare un telegiornale per ascoltare i personaggi politici che non fanno altro che raccontare storie (gratificanti sul proprio conto e denigranti verso i loro avversari), mentre gli spot pubblicitari assumono sempre più la forma del racconto, con tanto di protagonisti, nemici da sconfiggere e morali da seguire. Altre narrazioni non sono invece sotto gli occhi di tutti: lo storytelling può essere adottato nelle organizzazioni per la gestione del personale, oppure dagli esperti di comunicazione politica per creare realtà favorevoli a dei candidati presidenti. Questi usi celati o meno dello storytelling hanno tutti qualcosa in comune: immergere l’ascoltatore della storia in un universo fittizio, in una dimensione più piacevole priva di noiosi dati formali e ragionamenti forzatamente razionali. Con questo lavoro ci proponiamo di analizzare questo sviluppo dello storytelling nella nostra società e di descrivere le modalità con cui la

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Andrea Ciccotosto Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.