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Colonialismo e alienazione coloniale. Una lettura critica di Frantz Fanon

La capacita' di Frantz Fanon e' di essersi calato nei meadri del colonialismo e di averlo letto da diverse sfaccettature non solo dagli ambiti tipicamente politico-sociale, ma anche da quelli psicoanalitici e psichiatrici. L'assunto da cui parte Fanon e' che la realta' coloniale, ovvero il mondo coloniale, e' un mondo dicotomico nel quale sussitono due mondi separati, ma nel contempo congiunti: il mondo del colono e quello del colonizzato. La societa' coloniale, non essendo una societa' omogena, ingenera al suo interno tutta una serie di problematiche causate dalle norme e dalle vessazioni che il colonizzato deve subire ad opera del colono. L'uso smodato della violenza da parte del colono e l'imposizione dei cliche' della cultura europea nella soggettivta' nera, ingenerano - secondo Fanon - delle malattie sia a livello fisico che psichico. A livello del corpo, sono la causa della sequela di malattie psicosomatiche che l'autore martinicano denomina "Sindrome nordafricana", a livello della psiche producono disallinemento mentale e nevrosi fino ad arrivare a cio' che lo psichiatra definisce in "Pelle nera, maschere bianche": "processo di lattificazione". Questa nevrosi si ingenera nella psiche del colonizzato perche' deve fare propri i nuovi stereotipi imposti dall'uomo europeo, sia per necessita' sia per essere riconosciuto come essere umano, svestendosi cosi' da quell'abito di indigeno sciocco e pigro che l'uomo bianco gli aveva cucito addosso per poterlo sottomettere. Fanon e' stato salutato come un precursose degli studi postcoloniali per aver tradotto lo stato d'eccezione e la sua marginalita'; inoltre viene considerato anche precursore dell'etnopsichiatria, che differisce dalla psichiatria per tematiche e metodiche di cura.

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3 Preambolo Introdurre un tema come il colonialismo significa aprire il varco ad una serie di accezioni, che possono condurre ai più svariati contesti: é come aprire il vaso di Pandora, dove ogni male tende a riversarsi e rivelarsi nel mondo. Questo lavoro si propone di dare una lettura alla tematica, in modo anche da considerare il consenso dell’opinione pubblica e delle ideologie della razza, che hanno favorito lo sviluppo e l’affermazione della colonizzazione come mito di civilizzazione dei popoli. Viene dato ampio respiro alla voce di Frantz Fanon autore che, unitamente a Aimé Césaire, ha interpretato, sentito, vissuto il colonialismo nel momento del suo dispiegarsi, facendo da precursore agli studi postcoloniali e alla psichiatria postfanoniana. Queste peculiarità sorgono dalla colonizzazione, al fine di creare le libertà spaziali, politiche e culturali per le nuove nazioni dopo la decolonizzazione. Da questa moltitudine di voci si é cercato di restituire, in una visione d’insieme, ciò che il colonialismo ha creato, distrutto, modificato; rimane univoco soltanto l’oggetto della nostra investigazione: la marginalità e l’alienazione coloniale.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elena Albertini Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.