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Traduzione di parte del testo ''La dignidad e igualdad de las lenguas'' di Juan Carlos Moreno Cabrera

Questa tesi è incentrata sulla traduzione parziale di un libro del famoso linguista spagnolo J.C. Moreno Cabrera, "La dignidad e igualdad de las lenguas", in cui si parla di discriminazione linguistica. Nel mondo esistono migliaia di lingue, ma molte rischiano di scomparire a causa di studiosi, e non, che considerano alcune lingue inferiori rispetto ad altre più diffuse e conosciute, come l'inglese; nel saggio in questione l'autore mira a smontare, tramite l'apporto di numerose prove scientifiche, qualsiasi tesi discriminatoria, sostenendo che tutte le lingue del mondo sono uguali e si trovano allo stesso livello di sviluppo.
Prima di tradurre, ho eseguito un'analisi degli aspetti linguistici più salienti del testo e per concludere ho aggiunto un commento alla traduzione, in cui espongo le difficoltà incontrate al momento di adattare il testo spagnolo al contesto italiano.

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7 1.1 Introduzione Il titolo di questo libro, La dignidad e igualdad de las lenguas, mi ha subito fatto pensare alla lingua spagnola e in particolare al rapporto che noi italiani abbiamo con essa. Lo spagnolo è una delle lingue più simili al latino, la nostra radice comune, e per questo motivo si pensa che per poterlo parlare senza problemi sia sufficiente ―ispanizzare‖ le parole, avvalendosi per esempio dell’aggiunta della s al termine di ogni parola, singolare o plurale che sia. Fenomeno questo che è diventato un vero e proprio mito tra chi non conosce lo spagnolo, e un tormento per gli studenti di lingue che si sentono dire che questo idioma ―è facile da imparare‖. Purtroppo è solo un pregiudizio, anche chi lo conosce solo a un livello basico si rende immediatamente conto che lo spagnolo è tutt’altro che semplice, e nasconde anzi molte insidie per noi italiani. È senz’altro vero che l’italiano e lo spagnolo sono lingue affini, ma questo tende a trarre in inganno, non basta infatti aggiungere una s a tutte le parole o pronunciare ado/ido per il participio passato per poter dire di saper parlare un’altra lingua. La grammatica è almeno tanto complessa quanto quella italiana, inoltre lo spagnolo è una lingua affascinante, ricca di sfumature, e che non è da prendere alla leggera rispetto ad altre lingue ritenute ―più difficili‖, come il tedesco o il russo. La tesi fondamentale di questo libro riguarda proprio il concetto di egualitarismo linguistico, secondo cui tutte le lingue, senza distinzione alcuna, sono allo stesso livello, nessuna è più sviluppata, strutturata meglio, o più adatta a un certo tipo di argomento rispetto ad un’altra. Quindi non ha nessun senso dire che una lingua è più facile o più difficile, perché tutte hanno una loro dignità imprescindibile. Prendiamo il caso dello spagnolo. Si è trasformato a partire dall’indoeuropeo, passando per il latino, ha subito l’influenza di altre lingue, fino ad arrivare allo spagnolo moderno che conosciamo, ma questo percorso è il frutto di circostanze storiche, non linguistiche. Lo spagnolo è parlato in tutto il mondo non perché si adatti o si apprenda più facilmente, bensì perché

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Alessandra Callà Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1803 click dal 05/07/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.