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Analisi delle superfici di restauro, intonacate a marmorino, presso il Complesso Monumentale della Carità in Venezia

Analisi delle superfici di restauro, intonacate a marmorino, presso il Complesso Monumentale della Carità in Venezia, ovvero dell'ex Accademia di Belle Arti di Venezia, in particolare della Sala del Tablino, voluta dall'Arch. Andrea Palladio.
Si è deciso di affrontare lo studio analitico delle superfici di restauro intonacate a marmorino in quanto il deperimento di queste superfici è un problema molto diffuso in zona lagunare.
Dopo un'introduzione storica al Complesso si passa alla descrizione del campionamento e delle analisi dei dati di cui la tesi è corredata.
Calcimetria, granulometria, Microscopia ottica ed elettronica SEM- EDS, spettroscopia FT-IR, termogravimetria, cromatografia ionica, prove di conducibilità sono le tecniche di analisi utilizzate.
Conclusioni: riscontrate varie tipologie cocciopesto e marmorino, presenza di sali causata da risalita capillare

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PREMESSA La conservazione ed il restauro sono due temi difficili da affrontare anche dal punto di vista scientifico. Entrambi presuppongono il riconoscimento dell’opera d’arte sia dal punto di vista dell’istanza storica, che da quello dell’istanza estetica. Per entrambi il degrado, inteso come perdita di dati sulla cultura materiale, si configura come rischio di ridurre e perdere l’integrità dell’opera. Il degrado della materia è infatti l’inevitabile processo evolutivo provocato da condizioni di non equilibrio tra oggetto e ambiente circostante. Come Cesare Brandi afferma: “ [..] per questa conoscenza materiale dovremo fare tutti gli sforzi e le 1 ricerche perché l’opera possa durare il più a lungo possibile”. Per capire questo insieme di fenomeni, in realtà, è necessaria la conoscenza dei mutamenti che l’opera e la materia che la compone hanno subito nel corso della loro esistenza, con uno studio approfondito dal punto di vista storico, artistico, oltre che l’analisi del dato 2 materico. Conoscere per conservare e conservare per conoscere è, in estrema sintesi, l’impegno che dobbiamo assumerci. Il problema del degrado dei rivestimenti murari resta uno dei problemi più diffusi e meno risolti, soprattutto a Venezia. Anche se l’intonaco viene ormai riconosciuto dagli operatori più attenti nel campo del restauro come punto cruciale per la conoscenza della cultura materiale, nella maggior parte dei casi non viene trattato di conseguenza. Troppo spesso nella fase operativa non viene considerato il suo valore storico, di testimonianza della cultura materiale. Laborioso e oneroso sarebbe uno studio puntuale delle sequenze dei vari strati di rivestimento al fine di distinguere i vari interventi che hanno segnato la vita della costruzione creando una situazione eterogenea, data anche la difficoltà di conservazione dei lacerti, quale risultato di questi eventi. Proprio per questo motivo, anche dal punto di vista analitico, ci si limita a considerare un solo aspetto del rivestimento murale, il degrado, come prova della necessità dell’intervento. Intervento che prevede nella maggior parte dei casi il rifacimento dell’intonaco, in quanto considerato come superficie di sacrificio. Tutto 1 C. Brandi, Teoria del Restauro, Torino, Einaudi 1963 2 P. Torsello, La materia del Restauro, Venezia, Marsiglia 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro

Autore: Elena Dell'Andrea Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1487 click dal 23/09/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.