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Il Complesso Monumentale della Carità: la conoscenza analitica del cantiere finalizzata al restauro ed alla progettazione di un piano di manutenzione

Nell’ambito delle indagini sulle cortine murarie presso il Complesso della Carità in Venezia, durante i sopralluoghi, sono emerse, da osservazioni visive, tessiture murarie differenti. Il ritrovamento di mattoni piuttosto grandi, anomali per l’epoca d’uso, presso la chiesa della Carità ha avviato l’idea dello studio della loro provenienza tramite un lavoro incrociato di ricerca storica ed analisi mensiocronologiche con risultati degni di attenzione. Le grandezze caratteristiche dei mattoni sono state messe in relazione all’epoca d’uso e ai vari interventi di restauro che si sono succeduti nell’intero complesso.
Si trattava quindi di studiare le unità stratigrafiche murarie, i rapporti che intercorrono tra queste e la loro successione temporale, per poter definire l’epoca degli interventi costruttivi o di modifica della fabbrica.
Per poter mettere a punto una sequenza temporale relativa alle misure effettuate sono state prese in considerazione misure note relative alla stesura della curva mensiocronologica di Venezia , tuttavia sempre con metodo critico.
Grazie a spessore o altezza, lunghezza e profondità, sono stati datati gruppi di laterizi e successivamente sono stati correlati agli interventi subiti dalla fabbrica. Questa metodologia è stata applicata al caso più complesso, quello relativo alla chiesa della Carità, dove le successioni stratigrafiche risultavano essere piuttosto complesse.

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PREMESSA 1 La manutenzione è l’atto del mantenere qualcosa efficiente ed in buono stato, ovvero, per quel che concerne il nostro campo di studi, quell’insieme di operazioni volte a rallentare il deterioramento dei materiali e delle strutture che costituiscono un bene culturale. Tali operazioni vanno però distinte in: operazioni di manutenzione straordinaria, che talvolta porta all’intervento di restauro ed operazioni di manutenzione ordinaria, che normalmente seguono nel tempo l’intervento vero e 2 proprio . Nell’ottocento, per far fronte ad esigenze di recupero di oggetti d’arte, di opere architettoniche di un certo pregio artistico e non solo, nascono alcune idee sul restauro che si sviluppano individuando metodi diversi per il recupero degli edifici e dei materiali che li costituiscono. Le idee di conservare i monumenti più antichi o con un più alto valore artistico, vengono riflesse nelle pratiche costruttive e conservative che si sono succedute nel tempo, contribuendo alla loro storia. Un monumento architettonico o un’opera d’arte sono infatti il risultato anche di questi processi. 3 Sin dall’antichità infatti gli edifici più importanti venivano costruiti a “regola d’arte” e si cercava di mantenerli in buono stato ed in uso mediante l’attività manutentiva. Inoltre i materiali da costruzione appartenenti alle strutture non più in uso venivano talvolta reimpiegati. Dall’esigenza di mantenere efficienti le opere architettoniche deriva la conseguenza di mantenere vivo il passato di un luogo in quanto sono gli stessi edifici ad essere divenuti documento materiale. Da queste esigenze di conservare memoria, matericità e bellezza, nascono così i concetti di conservazione e restauro che alimentano il dibattito dei grandi architetti a partire dall’ottocento. Le idee seppur diverse di 4 Quatremére de Quincy, Viollet-le-Duc, Ruskin e Morris, contribuiscono a formare i 1 Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, Milano, Zanichelli, 1971 2 Raccomandazioni NORMAL 20/85, Interventi conservativi: progettazione, esecuzione e valutazione preventiva, 1985 3 D. Bosia, Ritrovare la manutenzione, in Ripensare alla manutenzione, Scienza e Beni culturali, Edizioni Arcadia Ricerche, XV, 1999, p. 61 4 R. Codello, Teoria e tecnica del restauro architettonico, Dispensa del corso di laurea triennale in Scienze e tenologie chimiche per la conservazione ed il restauro, Ca’ Foscari, Venezia, anno accademico 2002-2003 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Elena Dell'Andrea Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.