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Un gioiello al piede: da Warhol a Louboutin

Informazioni tesi

  Autore: Biancamaria Carraro
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Livio Billo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

Questa tesi ha analizzato la scarpa gioiello, la nascita e lo sviluppo di essa secondo i maggiori shoe designers del nostro secolo. Il legame con il mondo dell’arte è cosa ormai assodata. Tutti i più grandi stilisti captano ogni tendenza che li circonda, osservando attentamente le dinamiche della società. Stilisti e artisti, con mezzi differenti, trasmettono alla massa messaggi ed emozioni.

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I. INTRODUZIONE Le scarpe sono da sempre una passione e talvolta anche un’ossessione per tutte le donne. Si può, infatti, cambiare taglia, peso, colore di capelli, ma i piedi rimangono invariati nel tempo; per questo le scarpe diventano un accessorio irrinunciabile. Sembra incredibile come alcune (specialmente quelle gioiello), mettano in risalto il piede, diventando un polo d’attrazione dello sguardo, e quasi una forma di feticismo. Le scarpe gioiello, caratterizzate da tacchi molto alti e ornate con pietre preziose, spesso si rivestono di un’aura che le rende delle vere e proprie opere d’arte o, quanto meno, degli oggetti esclusivi. Questa tesi analizza la scarpa gioiello intesa come vero e proprio oggetto d’arte e gli artisti che l’hanno resa nota. Warhol, negli anni ’50, durante la sua carriera di grafico pubblicitario, realizzò tre raccolte di serigrafie con soggetto la scarpa, queste sono: Golden Shoes, À la Recherche du Shoe Perdu e Diamond Dust Shoes. Il suo intento era di innalzare un oggetto comune, come la scarpa, allo status di oggetto artistico. Per questo le scarpe rappresentate sono estremamente preziose, pregiate, dedicate alle più importanti celebrities dell’epoca (come nella raccolta Golden Shoes), accompagnate da versi storpiati (À la Recherche du Shoe Perdu) oppure rappresentate e ricoperte dalla polvere di diamanti (Diamond Dust Shoes). Warhol produsse queste serigrafie (escluse le Diamond Dust Shoes) nel periodo in cui la scarpa gioiello viveva il suo momento d’oro. Proprio in questo periodo i maestri calzaturieri Ferragamo e Vivier utilizzavano il tacco a spillo per realizzare scarpe con forme e decorazioni sorprendenti. Coinvolti dallo stile New Look di Christian Dior, soprattutto Vivier, non considerava fondamentale l’utilità pratica delle sue scarpe. Avevano principalmente funzione estetica per rendere protagonista il piede, grazie agli ornamenti stravaganti e talvolta di ispirazione barocca. Salvatore Ferragamo sperimentò nuove linee e forme e in particolare si concentrò sull’uso di materiali innovativi. Le sue scarpe sono l’esaltazione dell’artigianalità, del fatto a mano, su misura. Per questo la comodità diventò per lui la principale caratteristica a cui mirare. In questi anni, dopo il minimal-chic degli anni ’90, la scarpa gioiello è tornata protagonista delle passerelle e dei red carpet. Molti sono gli stilisti che rendono esclusivo questo accessorio, che ormai, a stento si limita ad essere subordinato o complementare nell’outfit.

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ferragamo
jimmy choo
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