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L'Unione Europea e la NATO: due modelli di sicurezza a confronto

La NATO e la CEE sono nate da un progetto di pace, ma hanno seguito strade diverse, tant'è che per quarant'anni hanno vissuto «nella stessa città [Bruxelles], ma su pianeti differenti». La prima si è occupata della difesa collettiva dei suoi membri; la seconda è stata, ed è tuttora, un'organizzazione sui generis, o — per dirla con Delors — un «oggetto politico non identificato».

Negli anni Novanta le due organizzazioni hanno iniziato a convergere, al punto da condividere molto di più della sola sede. Alla sua influenza commerciale e diplomatica, l'Unione europea ha affiancato una capacità di intervento per la gestione delle crisi. Dal canto suo la NATO, per non diventare un relitto della guerra fredda, non si limita più alla difesa collettiva e aspira a ricoprire un ruolo globale.

Il loro inaspettato avvicinamento ha condotto a una situazione ambivalente, nella quale i successi di molte missioni congiunte contrastano con le incomprensioni di fondo. L'UE e l'Alleanza atlantica incarnano due modelli distinti di sicurezza, ma non per questo non possono cooperare efficacemente. Lo scopo di questo lavoro è proprio di dimostrare queste due affermazioni.

Il primo capitolo fornisce una panoramica sulla storia dell'integrazione europea nel settore della politica estera e di difesa. Il focus è dunque di tipo storico, ma non mancano considerazioni di carattere politologico sulle ragioni che hanno condotto alla nascita della PESC e della PESD. L'ultima parte del capitolo è dedicata all'analisi del Trattato di Lisbona, partendo da una prospettiva giuridica.

Il secondo capitolo è interamente dedicato alla comprensione del rapporto fra l'UE e la NATO. La teoria dei giochi ci offre un interessante spunto per concludere che il comportamento cooperativo sia quello più razionale anche tra le organizzazioni internazionali. Un richiamo all'evoluzione del concetto di sicurezza nelle relazioni internazionali ci permette di capire come l'UE sia l'unica vera organizzazione in grado di promuovere la sicurezza cooperativa.

Il terzo capitolo si propone di fornire un'analisi comparata della Strategia europea in materia di sicurezza, del Concetto strategico della NATO e della nuova Strategia di sicurezza nazionale degli USA. Sarà chiaro come la National Security Strategy di Barack Obama condivida molti temi con la Strategia dell'UE. Non mancano comunque elementi di dissonanza tra i due documenti, con particolare riferimento all'uso della forza armata. A questo proposito, un excursus sull'efficacia della dottrina della deterrenza atomica e sulla credibilità del disarmo previsto dal Trattato New START ci aiuterà a mettere a fuoco il posto dell'UE e della NATO nel mondo post-bipolare.

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CAPITOLO 1 UNA PANORAMICA SULLA STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA NEI SETTORI DELLA POLITICA ESTERA E DIFESA «Chi devo chiamare quando voglio parlare con l’Europa?»2 1.1. Alcune considerazioni generali Le relazioni esterne sono sempre state tra gli aspetti più delicati della costruzione comunitaria per via delle resistenze degli Stati membri, riluttanti ad abdicare alle proprie prerogative nell’ambito della high politics (sovranità e difesa)3. Inoltre, i progressi in questo settore sono stati ostacolati dal timore di ridimensionare la partnership con gli USA. E qui entra in gioco la NATO, l’organizzazione internazionale alla quale l'Europa ha dovuto (e deve) appoggiarsi per la difesa. Quella sorta di «protettorato imperfetto»4 instaurato dall'Alleanza atlantica con il consenso di molti governi ha fatto sì che l'integrazione nel campo militare fosse per lungo tempo «un tabù»5 e che la 2KISSINGER H., cit. in. http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/030-63128-327- 11-48-903-20091023STO63115-2009-23-11-2009/default_it.htm 3TRYBUS M. (2004), “The limits of European Community competence for defence”, European Foreign Affairs Review, 9, pp. 190-191 4Riguardo al casus foederis della NATO, cfr. GAMBINO A. (1988), Europa invertebrata. Passato, presente e futuro di un “protettorato imperfetto”, Milano, Mondadori, pp. 36-37. Dello stesso avviso BRZEZINSKI Z. (2000), The Geostrategic Triad: Living with China, Europe, and Russia, Washington D.C., Center for Strategic & International Studies, pp. 19 5HOWORTH J. (2000), “European Integration and Defence: the ultimate challenge?”, Chaillot Paper, n° 43, Parigi, European Union Institute for Security Studies, pp.1 7

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Stefano Paccagnella Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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