Skip to content

Semiosi dell'autenticità e supertestualità evocativa: il branding De Filippi tra lovemark e ritualità

Informazioni tesi

  Autore: Cristian Traca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: cinema, televisione e produzione multimediale
  Relatore: Guglielmo Pescatore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

Affrontare in ambito accademico uno studio sul defilippismo, cercando di dare con una disamina critica dettagliata contorni più precisi a un fenomeno di massa indiscutibile, rischia di essere ancora oggi una proposta che anima dibattiti intorno a quali siano gli approcci più giusti per comprendere le forme effimere della cultura contemporanea. Ad una breve ricognizione lo stato degli studi applicati alla gamma di trasmissioni di successo targate Maria De Filippi appare infatti ancora poco sviluppato, e difficilmente si è deciso di concentrare un’intera ricerca sulla complessità di tale fenomeno televisivo, visto nella sua dimensione sincronica e diacronica. Spesso la riflessione è solo tangenziale a discorsi sviluppati intorno alla neotelevisione. Due sono stati finora essenzialmente gli indirizzi interpretativi: una ghettizzazione, che con Bourdieu definiremmo distintiva, che riduce tutto a basso intrattenimento per fasce poco istruite, oppure, dall’altro lato, una negazione radicale sia della forza testuale sia della forte rappresentatività del mondo che tali trasmissioni veicolano sullo schermo. Si prescinda pure dai dati Auditel, dinanzi ai quali aleggia sempre un motivato scetticismo, dovuto anche alla considerazione che è possibile guardare la televisione prestando gradi diversi di attenzione: dal più profondo e totale coinvolgimento allo sguardo distratto che consente al massimo di seguire vagamente il senso. E’ comunque innegabile il radicamento di tali trasmissioni nelle diete mediali italiane, fidelizzazione dimostrabile a partire dalle cifre dei mercati secondari che gravitano attorno al brand De Filippi. Dinanzi a tali evidenze appare necessario proporre nuove tipologie di approfondimenti che, facendo tesoro di riflessioni maturate in altri panorami speculativi, riescano a poter dare nuovi elementi di valutazione. Le pagine che seguiranno, facendo proprio il presupposto che l’estetica televisiva non può essere valutata autonomamente dal contesto di consumo, cercheranno di accogliere gli stimoli riflessivi che provengono da profili di ricerca innovativi, come ad esempio quello jenkinsiano, prezioso nell’approfondimento dello studio dei contesti di produzione e consumo dei testi, o proposte, per alcuni versi rivoluzionarie, come quelle di Fiske, abile nello sviluppo di una concezione in cui la televisione non è più configurata come apparato ideologico egemonico, bensì come campo polisemico generatore di culture televisive pensate come democrazie semiotiche, e per questo obbligate a sostenere i diritti dei lettori. Successi mediatici ed economici che vanno indubitabilmente letti sotto una chiave più specifica, quella del brand della conduttrice, che, quando appare sullo schermo, nonostante la più volte dichiarata antitelevisità del personaggio, è di per se stessa garanzia di una porzione collaudata di ascolti. Prova ne sono tutti i risultati dei talk show a cui ha preso parte, lievitati in share grazie ai suoi interventi. Quasi un culto personale, tanto da essere diventata per molti ormai semplicemente Maria, rubando quasi, se vogliamo con un’esagerazione rendere il fenomeno, lo scettro in molti immaginari alla Madonna, che dopo la De Filippi non è più la Maria per antonomasia. Basti pensare alla scelta di una donna incinta, ospite a C’è posta per te, di chiamare con il nome della conduttrice la figlia in arrivo, come ringraziamento per l’intercessione fruttuosa grazie alla quale aveva recuperato il rapporto con le figlie di primo letto del marito. C’è da prendere in considerazione seriamente, contestualmente a questo culto, il fallimento di trasmissioni in cui la De Filippi ha fatto solo da autrice senza mai apparire in video. Paolo Bonolis è stato il più furbo a comprenderne il seguito fenomenale dedicandole Si cercherà innanzitutto di comprendere i principali meccanismi di identificazione alla base di una fidelizzazione così importante, tentando di stabilire fino a che punto sia stata solo la fedeltà al personaggio, come sostenuto da Aldo Grasso che ne ha accentuato in qualche modo il carattere paternalistico, a dare forza ai programmi creando reti sociali di familiarizzazione, o quanto abbia influito la forza dei format stessi. L’indagine sarà puntualmente arricchita da esempi tratti proprio dalle trasmissioni prese in esame, richiami che sono parte fondamentale del lavoro di scoperta dei meccanismi simbolici e narrativi alla base di una testualità discorsiva così attraente per il pubblico. Il principio fondamentale di stimolo teorico che dominerà l’argomentazione sarà l’eterna compenetrazione tra due isotopie portanti, quella della trasparenza, fino all’estremo dell’antitelevisità, e quella invece della ritualità, tutta tesa a sfruttare al massimo la vocazione familiare dello strumento televisivo.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Parte prima: Il contesto La democratizzazione dell’immaginario collettivo 1.1 Il ‘filatoio dell’identità’: defilippismo e tv della riflessività semplice Qualsiasi discorso organico sulla televisione contemporanea non può prescindere da una comprensione preventiva e profonda del mondo sociale entro cui i media agiscono. Molto utile per tracciare la cornice entro la quale agiremo risulteranno le considerazioni di Giovanni Boccia Artieri che, nel suo libro dedicato ai media- mondo, delinea il ritratto di una società caratterizzata dall‟impossibilità per il soggetto di ricondurre la propria identità alla propria origine, quel cosiddetto processo di ascrittività ad una classe sociale che consentiva in passato di configurare un trattato biografico di vita a partire già dalla sola dinamica di appartenenza. La comunicazione più recente ha invece dovuto fare i conti con un nuovo sistema, quello in cui ognuno si costruisce da sé configurando da solo i propri percorsi identitari, contando su una socializzazione molto aperta che sposta valori e sicurezze all‟interno del soggetto. Quello su cui Boccia Artieri vuole far riflettere è il passaggio da una società rigida, stratificata per ceti, a una differenziata per funzioni, con la principale conseguenza che viene a cadere un ordine gerarchico e normativo cui ricondurre il punto di vista, una libertà da vincoli che ha un indubbio effetto benefico sull‟aumento della mobilità degli immaginari e delle opportunità generalizzate: è come se, volendo sintetizzare, fosse definitivamente caduta la predestinazione all‟irreversibilità rispetto 11 alle scelte fatte. In questo nuovo contesto situazionale sono spesso i media a fornire la materia prima, utilizzata per fare i conti con 11 Cfr. Giovanni Boccia Artieri, I media-mondo. Forme e linguaggi dell’esperienza contemporanea, Roma, Meltemi, 2004, p. 68 8

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

amici
ascolti
autenticità
c'è posta per te
comunicazione
discorso di marca
gente comune
identità
maria de filippi
marketing
maurizio costanzo
multipiattaforma
programmi televisivi
rappresentazione
reality tv
sentimenti
sociologia
talent show
televisione
testualità
transmedia storytelling
trasmissioni televisive
tv
uomini e donne

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi