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Emozionare il consumatore: nuove strategie di marketing nel villaggio globale

Viviamo in un’epoca “liquida” in cui è facile perdere il contatto con la realtà così come essere totalmente catturati dalle strutture e dai particolarismi che la formano.
In un caso penso alla rapida diffusione di informazioni audio e video che dipingono fattispecie che, filtrate e non concrete, entrano nella mente dell’individuo senza coinvolgere realmente tutti i sensi oppure all’apparente facilità nel comunicare ed alla crescente diffusione di informazioni, ad esempio tramite i blog, i messaggi di testo e i programmi elettronici che hanno reso la realtà più virtuale, osservabile con distacco. Tutto diviene scrutabile in maniera astratta e, molti, i pensieri non tramutati in azione.
Nell’altro caso penso alle strutture tipicamente costituenti le realtà sociali, ossia la famiglia, il concetto di lavoro e di “futuro”, la politica e la religione, il voto politico dato per convenienza e non per ideale o idea di benessere sociale o d’intervento, alle scelte dei percorsi di studio condizionate dall’idea di un lavoro ben remunerato piuttosto che dall’affinità alle proprie abilità e passioni – scelte che testimoniano la crisi dell’individualità ceduta alle “regole” del sistema.
Ma le strutture del sistema diventano più labili a causa della mescolanza di valori, della visibilità acquisita di ciò che è sempre stato occultato e della conseguente perdita di morale collettiva; è quindi opportuno domandarsi se le azioni quotidiane individuali siano frutto di trasporti, di empiti, piuttosto che di una programmazione premeditata.
Ed è qui che entra in gioco l’emozione.
Mi riferisco alla forza intrinseca che è capace di diventare il motore motivazionale abile a farci sentire vivi, generatore di azioni individuali o collettive finalizzate al raggiungimento di un sogno, di un racconto, capace di colmare il vuoto creato dal crollo, a cui quotidianamente assistiamo, delle convinzioni di un’epoca che sentiamo oltrepassata.
La crescente importanza delle emozioni nella vita di tutti i giorni è un concetto che le imprese non possono evitare di comprendere, al fine di operare al meglio in un ambiente così dinamico e turbolento come quello dei nostri giorni, di differenziare la propria offerta, di rendere la propria marca portatrice di un’identità ben definita e di creare i percorsi più appropriati per far vibrare “i cinque sensi” dei consumatori ai quali si rivolgono.
Questo mio lavoro inizia dal resoconto degli spunti di sociologi e psicologi circa l’evoluzione della società, considerando il singolo individuo al fine di coglierne l’aspetto del comportamento e del consumo. Poi il mio punto di vista si sposta, diventando aziendalistico, al fine di cogliere i nessi tra l’evoluzione sociale e l’importanza del posizionamento di marca per le imprese attraverso l’analisi delle principali leve strategiche. Le mie asserzioni saranno argomentate attraverso l’utilizzo di dati secondari provenienti da fonti provenienti da testi, articoli e spunti elencati nella bibliografia. Inoltre, nel IV capitolo argomento due casi aziendali presenti nel mercato automobilistico mondiale, che testimoniano che le nuove strategie di marketing in questo scenario attuale si fondano, oltre che su logiche di prodotto, sull’irrazionalità delle emozioni. Ma non è facile emozionare i consumatori se non si scava a fondo, comprendendo che è la loro cultura che permette di interiorizzare ed esprimere le emozioni. Non solo. E’ giunta l’ora per le imprese di prendere atto dell’importanza del ruolo sociale che sono chiamate a ricoprire e, conseguentemente, di porre in atto delle scelte organizzative orientate al cambiamento in termini di “comunicazione organizzativa” e anche e soprattutto in termini di responsabilità e sostenibilità.

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3 Prefazione Viviamo in un‘epoca ― liquida‖ in cui è facile perdere il contatto con la realtà così come essere totalmente catturati dalle strutture e dai particolarismi che la formano. In un caso penso alla rapida diffusione di informazioni audio e video che dipingono fattispecie che, filtrate e non concrete, entrano nella mente dell‘individuo senza coinvolgere realmente tutti i sensi oppure all‘apparente facilità nel comunicare ed alla crescente diffusione di informazioni, ad esempio tramite i blog, i messaggi di testo e i programmi elettronici che hanno reso la realtà più virtuale, osservabile con distacco. Tutto diviene scrutabile in maniera astratta e, molti, i pensieri non tramutati in azione. Nell‘altro caso penso alle strutture tipicamente costituenti le realtà sociali, ossia la famiglia, il concetto di lavoro e di ― futuro‖, la politica e la religione, il voto politico dato per convenienza e non per ideale o idea di benessere sociale o d‘intervento, alle scelte dei percorsi di studio condizionate dall‘idea di un lavoro ben remunerato piuttosto che dall‘affinità alle proprie abilità e passioni – scelte che testimoniano la crisi dell‘individualità ceduta alle ― regole‖ del sistema. Ma le strutture del sistema diventano più labili a causa della mescolanza di valori, della visibilità acquisita di ciò che è sempre stato occultato e della conseguente perdita di morale collettiva; è quindi opportuno domandarsi se le azioni quotidiane individuali siano frutto di trasporti, di empiti, piuttosto che di una programmazione premeditata. Ed è qui che entra in gioco l‘emozione. Mi riferisco alla forza intrinseca che è capace di diventare il motore motivazionale abile a farci sentire vivi, generatore di azioni individuali o collettive finalizzate al raggiungimento di un sogno, di un racconto, capace di colmare il vuoto creato dal crollo, a cui quotidianamente assistiamo, delle convinzioni di un‘epoca che sentiamo oltrepassata. La crescente importanza delle emozioni nella vita di tutti i giorni è un concetto che le imprese non possono evitare di comprendere, al fine di operare al meglio in un ambiente così dinamico e turbolento come quello dei nostri giorni, di differenziare la propria offerta, di rendere la propria marca portatrice di un‘identità ben definita e di creare

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Clara Benedetta V. Pezzuto Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2796 click dal 11/02/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.