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La disciplina internazionale dei mezzi di trasporto sottomarino

Il mezzo subacqueo, denominato comunemente sommergibile, è stato oggetto di Accordi, Convenzioni, Trattati tra Stati che hanno evidenziano, nel tempo, un considerevole dibattito internazionale di carattere giuridico, con conseguenze strategiche, politiche, militari e, non ultime, economiche; il tutto mitigato o ammantato, secondo i punti di vista, da un sempre presente Diritto Internazionale Umanitario.

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CAPITOLO 1° - INTRODUZIONE In questo elaborato si tratterà della presenza del mezzo di trasporto sottomarino nel diritto internazionale nel suo complesso, laddove trattati e convenzioni lo riguardino. Per ovvie ragioni, essendo detto mezzo prevalentemente (ma non esclusivamente) una unità da guerra, verranno trattate, tra l'altro, quella particolare branca del diritto internazionale che viene indicata sotto il nome di “bellico” ovvero di “diritto internazionale umanitario dei conflitti armati”, quindi anche di conflitti non riconducibili ad uno stato di guerra propriamente detto 1 o altri aspetti più attuali inerenti la tutela dell'ambiente marino. 1.1 - DEFINIZIONE DI MEZZO DI TRASPORTO SOTTOMARINO - CARATTERISTICHE E TIPOLOGIE Per chiarire cosa sia il soggetto di cui si sta trattando, viene definito mezzo di trasporto sottomarino il mezzo navale, specialmente militare, preposto per la guerra sottomarina, attrezzato sia per la navigazione in superficie sia per quella in profondità, in cui l’immissione o l’espulsione dell’acqua determinano l’immersione o l’emersione. Esso è in grado, cioè, di muoversi ed operare tanto sulla superficie del mare, come tutte le navi, quanto nelle sue profondità. Questa sua capacità, che rappresenta certamente la più importante innovazione nella storia millenaria della nave, può essere utilizzata sia per scopi militari quanto per fini pacifici, quali l'esplorazione scientifica (ad es. batiscafi), la ricerca petrolifera e mineraria, lo sfruttamento del fondo marino, fini turistici e scopi commerciali per il trasporto 1 I due protocolli addizionali alle Convenzioni di Ginevra del 1949, stipulati a Ginevra l’8 giugno 1977, hanno ampliato questo ambito di applicazione facendo rientrare: il 1° protocollo, fra i conflitti internazionali, anche le guerre di liberazione ed i conflitti per l’autodeterminazione (art.1.4); il 2° protocollo l’applicabilità del Diritto Internazionale bellico anche ai conflitti che si svolgono all’interno di un unico stato (già previsti all’art. 3) ad eccezione di tensioni e disordini interni, sommosse, atti isolati e sporadici di violenza che non sono considerati come conflitto armato 3

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianluca De Benedictis Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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