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Lo Sport nella pratica delle Relazioni Internazionali: lo sfruttamento a fini politici, la diplomazia tra Stati, l’Ideale Olimpico

Informazioni tesi

  Autore: Sofia Ghelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Giulia Caccamo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

La presente tesi affronta la tematica del rapporto tra sport e relazioni internazionali. Lo stretto legame tra sport e politica viene analizzato prendendo in considerazione i regimi di inizio XX secolo, i Giochi Olimpici e la pratica diplomatica.
Fascismo italiano, Comunismo sovietico e Nazionalsocialismo tedesco furono accomunati dall’utilizzo dello sport a fini di propaganda per trasmettere un’immagine vittoriosa del proprio sistema politico e dell’intero Paese agli occhi dei concittadini e del mondo.
Anche nel contesto olimpico, sovente, le medaglie vinte divennero misura del grado di legittimità, modernizzazione e determinazione del Paese che le aveva conquistate. Inoltre, i Giochi Olimpici, sin dai loro esordi, furono, alternativamente, vetrina per far conoscere al mondo le proprie istanze e rivendicazioni, momento di riconoscimento internazionale per i Paesi emergenti elevati a sedi della manifestazione e occasione di riabilitazione politica per il Paese ospitante o per i Paesi riammessi alle competizioni dopo lunghe esclusioni. Il campo di gara olimpico venne infine eletto ad arena sportiva privilegiata della rivalità bipolare durante la Guerra Fredda.
In quegli stessi anni, si assistette ad uno dei casi più celebri della cosiddetta sport diplomacy: la diplomazia del Ping-Pong. La sport diplomacy affianca gli incontri sportivi ai meeting tra funzionari politici nella convinzione che lo sport incoraggi lo scambio e la comprensione culturale confinando le tensioni in un contesto ristretto e controllato.
Nel tentativo di accendere i riflettori sulla complessa semplicità dello sport, l’analisi proposta nell’elaborato si articola dunque nel tempo e nello spazio, muovendosi, ad esempio, tra i regimi europei di inizio Novecento, e l’ inserimento dello sport nei programmi di sviluppo delle Nazioni Unite; tra il cricket indo-pakistano e caraibico e il rugby sudafricano, passando per la Cina e la Germania postbelliche.

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Lo Sport nella pratica delle Relazioni Internazionali: lo sfruttamento a fini politici, la diplomazia tra Stati, l‟Ideale Olimpico _ Ghelli S 1 Introduzione Durante l‟estate 2009 la Regione Veneto divulgò un comunicato stampa che annunciava la partecipazione di alcuni tra i più talentuosi campioni sportivi veneti alla campagna di promozione turistica “Emozioni vincenti”. Vedere, nel corso dell‟inverno, sugli schermi delle stazioni ferroviarie, Federica Pellegrini, Alberto Cisolla, Matteo Tagliariol, Enrico Fabris, Rossano Galtarossa e Pietro Piller Cottrer 1 riuniti per decantare i gioielli culturali, le delizie enogastronomiche, la calda ospitalità della Serenissima, ha costituito una conferma dell‟ampiezza di opportunità offerte dallo sport come oggetto di studio, rafforzando la convinzione della positività della strada intrapresa nell‟elaborare questo progetto di tesi. Infatti, pubblicità e marketing sono due settori in cui manovrare lo sport. Allo stesso modo, storia e politica, trattati in questo elaborato, sono altri due ambiti dove lo sport è da sempre stato utilizzato come strumento d‟azione. L‟idea per il tema della tesi, lo sport nella pratica delle relazioni internazionali, è scaturita riflettendo sulla ping pong diplomacy. Raccogliendo informazioni sul riavvicinamento sino-statunitense, è stato possibile venire a conoscenza di ulteriori esempi di utilizzo dello sport nell‟ambito diplomatico. Da qui, lo sviluppo di quella che è divenuta la parte conclusiva di questo elaborato. Inoltre, a fine 2009, l‟approssimarsi dei Giochi Olimpici di Vancouver non ha potuto che stimolare una forte curiosità per le Olimpiadi e il Comitato Olimpico Internazionale. Anche in questo caso, l‟approfondimento della tematica ha reso possibile l‟ampliamento delle prospettive di indagine verso altre direzioni. Ecco quindi delinearsi il rapporto tra sport e politica, con l‟analisi dei boicottaggi olimpici, del confronto bipolare giocatosi anche in ambito sportivo, dell‟utilizzo della vetrina olimpica a scopo 1 Potremmo citare alcuni dei successi degli atleti veneti coinvolti nella campagna “Emozioni vincenti”. Federica Pellegrini (nuotatrice), oro nei 200m stile libero ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, oro nei 200m e 400m ai Mondiali 2009 e detentrice del record mondiale dei 200m e 400m stile libero; Alberto Cisolla (pallavolista), ex-capitano della Nazionale, argento ai Giochi Olimpici di Atene 2004 ed oro agli Europei 2005; Matteo Tagliariol (schermidore), oro nella spada individuale ai Giochi Olimpici di Pechino 2008; Enrico Fabris (pattinatore di velocità su ghiaccio), oro nei 1500m e oro nell‟inseguimento a squadre ai Giochi Olimpici di Torino 2006; Pietro Piller Cottrer (fondista), oro nella 15km tecnica libera ai Mondiali 2005, oro nella staffetta 4x10km ai Giochi Olimpici di Torino 2006, argento nella 15km tecnica libera ai Giochi Olimpici di Vancouver 2010 e vincitore della Coppa del Mondo 2008/2009 nella specialità distanza; Rossano Galtarossa (canottiere) oro nel quattro di coppia ai Giochi Olimpici di Sidney 2000, argento ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, oro ai Mondiali 1994, 1995, 1997, 1998.

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Parole chiave

comitato olimpico internazionale
comunismo
cricket diplomacy
fascismo
giochi olimpici
nazionalsocialismo
nazioni unite
ping pong diplomacy
relazioni internazionali
rugby
sport
sport diplomacy

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