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La Guardia Nazionale a Catania nel 1848-49 attraverso la lettura di alcuni documenti d’Archivio

Con il presente lavoro mi propongo di analizzare l’istituzione della Guardia Nazionale siciliana ed in particolare quella formata a Catania, tenendo in considerazione gli aspetti legislativi ad essa collegati, le funzioni affidatele e l’importanza assunta durante la rivoluzione del 1848 nel contesto politico e sociale.
La Guardia Nazionale (GN) nasce nel 1789 con la rivoluzione francese per merito della borghesia locale che in quel momento di difficoltà ritenne necessario armare i propri cittadini per difendersi dagli eserciti nemici e dalla criminalità che minacciava la proprietà privata. Generalmente l’idea di GN è associata alla borghesia proprio per lo stretto legame che si costituì alla sua formazione, ma nel corso della sua storia si è trasformata «da baluardo della conservazione politica e delle classi possidenti a strumento della mobilitazione sociale e patriottica» . [...]
L’importanza della GN si fa sentire nei momenti di maggiore crisi sociale perché sancisce la costituzione del nuovo sistema politico voluto dalla classe dirigente prevalente. Con la normalizzazione dello stato di emergenza perde però la sua autorità e viene sostituita da forze armate più competenti. Dobbiamo anche ricordare che l’organizzazione della GN avvenne solitamente in uno spazio di tempo relativamente breve proprio per sopperire alle necessità del momento, in Francia come in Italia. Questo aspetto spiega il motivo per cui le leggi sulla GN si rivelarono spesso inadeguate nel fissare le norme che dovevano regolarne l’intero sistema. L’Italia si servì ancora del modello francese per la formulazione della Legge sulla Guardia Nazionale del 4 marzo 1848 ricalcata sulla legge emanata da Luigi Filippo d’Orléans il 22 marzo 1831 . Tra i principi fondamentali stabiliti dal decreto c’erano quelli che fissavano i compiti per la GN: difendere la Monarchia, mantenere l’obbedienza alle leggi, l’ordine e la sicurezza pubblica, senza intromettersi nelle questioni dello Stato e rimanendo sottomesse all’autorità comunale .
In Sicilia la GN mostrò invece una notevole autonomia rispetto ad un potere centrale che stentava a consolidarsi. Dopo gli scontri che avevano portato all’indipendenza dell’isola fu creata a Palermo una GN con lo scopo di supportare le 'squadre', i primi gruppi di cittadini che si erano battuti per cacciare dalla città l’esercito borbonico. Ben presto le due forze armate entrarono in conflitto per il dominio del potere militare creando maggiori disordini e sviluppando una vera e propria lotta tra fazioni contrapposte . Secondo Pasquale Calvi i dissensi tra i due corpi erano inevitabili a causa delle «arroganti pretensioni di superiorità della guardia, e per la riluttanza delle forze assoldate, che credeano vincerla per servigi fatti alla rivoluzione, e per coraggio» . Il parlamento decise di risolvere la questione sciogliendo le squadre e lasciando alla sola GN il controllo delle piazze. Vedremo nel primo capitolo la testimonianza di Vincenzo Fardella di Torrearsa che ribadì più volte come la GN tendesse ad emanciparsi d’ogni ingerenza governativa .
Lo Statuto del 10 luglio rafforzava l’egemonia della milizia stabilendo che la Guardia Nazionale non potrà essere giammai disciolta né sospesa dal potere esecutivo e che tutte le altre truppe le fossero sottomesse. Oltretutto, la GN siciliana si impegnò attivamente nella vita parlamentare e nelle decisioni politiche delle amministrazioni comunali, contrariamente a quanto prevedeva la legge piemontese. Nella provincia di Catania, ad esempio, il Comandante della GN Agatino Biscari riporta nei suoi registri di protocollo un episodio in cui i componenti della GN di Trecastagni volevano intervenire nell’elezione dei consiglieri municipali e ne furono impediti . Il fatto in sé ci conferma la notevole influenza guadagnata dalla GN negli aspetti governativi e fa notare come nei piccoli centri il suo ruolo fosse ancora più legato al potere esecutivo.
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15 Capitolo I Cenni sulla rivoluzione siciliana I fatti che nel 1848 sconvolsero l’intera Europa sono strettamente legati alla storia rivoluzionaria della Sicilia ed è per questo che sarà bene inquadrare il contesto storico in cui questi eventi si svilupparono. A questo proposito, non mi propongo di ripercorrere i concitati fatti storici di quell’anno che segnò profondamente l’evoluzione delle coscienze patriottiche sconvolgendo l’ordinamento dei sistemi politici e sociali di diversi paesi, ma di creare una visione più ampia in cui inserire le vicende del ’48 vissute dal popolo siciliano. Inoltre, nell’analizzare la situazione che si venne a creare dopo il 12 gennaio, prenderemo in considerazione oltre le cause sociali della rivolta anche gli aspetti militari che, pur essendo poco conosciuti, sono stati ben analizzati da Luigi Mondini e Antonino Caldarella 1 . Questi due contributi ci serviranno a delineare le caratteristiche e il ruolo della Guardia Nazionale siciliana formata, come vedremo, nei giorni immediatamente successivi la dichiarazione d’indipendenza. 1.1. Aspetti preliminari. L’estensione dei moti del 1848 si può spiegare come una conseguenza diretta di una profonda crisi che aveva alla base dei fattori 1 L. Mondini, Aspetti militari della rivoluzione siciliana, Caldarella A., I compiti della Guardia Nazionale in Sicilia nella rivoluzione del 1848, in Atti del Congresso di Studi Storici sul ’48 siciliano, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Palermo, 1950.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Ramona Rizza Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.