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Politiche di genere ed immigrazione: parità e disuguaglianze nel mercato del lavoro

Nonostante le donne abbiano ricevuto da tempo il diritto di voto e l’uguaglianza formale, solo recentemente gli obbiettivi di “parità” e “pari opportunità” (e le parole stesse che usiamo per riferirci a tali concetti) sono entrati a far parte del discorso politico italiano ed europeo. Divenuto ormai parte dell’agenda politica europea e nazionale, ad esso è stato riconosciuto il carattere multidimensionale, ampliando gli ambiti della sua applicazione. Uno di questi, è il settore del mercato del lavoro, dove per un numero crescente di donne, dal dopoguerra in avanti, si sono aperte condizioni e opportunità che mai prima si erano date. Da allora il tema dell’occupazione femminile con tutte le problematiche correlate, come la divisione di genere del tempo di lavoro e di cura, le trasformazioni della struttura familiare e l’adeguamento dei diversi regimi di welfare, è divenuto un tema sempre più centrale nelle politiche del lavoro degli stati europei. Esse dovrebbero aver acquisito una “prospettiva di genere” e favorire l’occupazione femminile, riducendo i fattori che discriminano l’entrata e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Inoltre, se l’ingresso delle donne nella sfera pubblica come lavoratrici ha determinato cambiamenti nella società e nel mercato del lavoro, possiamo notare che recentemente questi due ambiti sono stati interessati dall’entrata sempre più consistente di donne straniere, le quali arrivano nei paesi occidentali soprattutto per motivi occupazionali. Perciò, esse costituiscono (o dovrebbero costituire), un’ulteriore sfida per lo Stato sociale, che dovrebbe provvedere all’applicazione del concetto di parità di genere nel mercato del lavoro anche per loro. Tale aspetto ci appare di particolare importanza, perché nonostante l’ampia presenza femminile nei flussi migratori, ci si continua ad approcciare al tema dell’immigrazione sia dal punto di vista politico che da buona parte della letteratura, senza un’adeguata prospettiva di genere. Questo saggio vuole dunque affrontare il tema delle pari opportunità nell’ambito specifico del lavoro, secondo questi due punti di vista, quello delle donne e quello delle immigrate, tramite un’analisi comparata di alcuni paesi europei, ed in particolare del caso italiano, i quali rappresentano la meta di molteplici progetti migratori al femminile. Il quesito principale a cui ci proponiamo di rispondere, è cosa determini la condizione femminile e quella delle lavoratrici immigrate nel mercato del lavoro di undici paesi europei. Tali paesi sono stati scelti in base alla classificazione del loro modello sociale secondo una prospettiva di genere, coerentemente con l’ipotesi formulata in questo lavoro, la quale assume che la condizione delle donne e quella delle immigrate sia determinata dal modello di welfare prevalente in questi paesi. Per rispondere al quesito di ricerca sopra citato e verificare la nostra ipotesi, abbiamo diviso l’analisi in tre parti. Nella prima illustriamo i temi oggetto di analisi, dando una definizione dei concetti e degli strumenti utilizzati. Nella seconda invece, indaghiamo il difficile rapporto che le donne hanno con il mercato del lavoro avvalendoci di dati recenti, grazie ai quali constateremo se esse beneficino effettivamente delle condizioni di parità promesse loro “sulla carta”. Ci chiederemo inoltre, se tali condizioni valgano poi per tutte, rispondendo con dati riguardanti le immigrate a come il mercato del lavoro reagisca alla progressiva “etnicizzazione” delle nostre società e quale trattamento, di apertura o di discriminazione, riservi alle immigrate. Infine, osserveremo il modo in cui i diversi modelli di Stato sociale presenti in Europa hanno reagito all’inclusione delle donne nel mercato del lavoro e all’integrazione delle lavoratrici immigrate, chiedendoci quali schemi influenzano le politiche del lavoro, le politiche di genere e le politiche migratorie nei diversi paesi europei e in Italia. L’ultima parte conterrà le conclusioni della nostra ricerca, tramite l’interpretazione dei dati osservati e il loro confronto con la modellistica dei gender regimes, permettendoci così di verificare la nostra ipotesi e si farà anche un breve cenno sul ruolo dell’Unione Europea nell’influenzare le politiche nazionali sul tema della parità di genere e dell’immigrazione.

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3 Introduzione Nonostante le donne abbiano ricevuto da tempo il diritto di voto e l‟uguaglianza formale, solo recentemente gli obbiettivi di “parità” e “pari opportunità” (e le parole stesse che usiamo per riferirci a tali concetti) sono entrati a far parte del discorso politico italiano ed europeo. Divenuto ormai parte dell‟agenda politica europea e nazionale, ad esso è stato riconosciuto il carattere multidimensionale, ampliando gli ambiti della sua applicazione. Uno di questi, è il settore del mercato del lavoro, dove per un numero crescente di donne, dal dopoguerra in avanti, si sono aperte condizioni e opportunità che mai prima si erano date. Da allora il tema dell‟occupazione femminile con tutte le problematiche correlate, come la divisione di genere del tempo di lavoro e di cura, le trasformazioni della struttura familiare e l‟adeguamento dei diversi regimi di welfare, è divenuto un tema sempre più centrale nelle politiche del lavoro degli stati europei. Esse dovrebbero aver acquisito una “prospettiva di genere” e favorire l‟occupazione femminile, riducendo i fattori che discriminano l‟entrata e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Inoltre, se l‟ingresso delle donne nella sfera pubblica come lavoratrici ha determinato cambiamenti nella società e nel mercato del lavoro, possiamo notare che recentemente questi due ambiti sono stati interessati dall‟entrata sempre più consistente di donne straniere, le quali arrivano nei paesi occidentali soprattutto per motivi occupazionali. Perciò, esse costituiscono (o dovrebbero costituire), un‟ulteriore sfida per lo Stato sociale, che dovrebbe provvedere all‟applicazione del concetto di parità di genere nel mercato del lavoro anche per loro. Tale aspetto ci appare di particolare importanza, perché nonostante l‟ampia presenza femminile nei flussi migratori, ci si continua ad approcciare al tema dell‟immigrazione sia dal punto di vista politico che da buona parte della letteratura, senza un‟adeguata prospettiva di genere. Questo saggio vuole dunque affrontare il tema delle pari opportunità nell‟ambito specifico del lavoro, secondo questi due punti di vista, quello delle donne e quello delle immigrate, tramite un‟analisi comparata di alcuni paesi europei, ed in particolare del caso italiano, i quali rappresentano la meta di molteplici progetti migratori al femminile. Il quesito principale a cui ci proponiamo di rispondere, è cosa determini la condizione femminile e quella delle lavoratrici immigrate nel mercato del lavoro di undici paesi europei. Tali paesi sono stati scelti in base alla classificazione del loro modello sociale secondo una prospettiva di genere, coerentemente con l‟ipotesi formulata in questo lavoro, la quale assume che la condizione delle donne e quella delle immigrate sia determinata dal modello di welfare prevalente in questi paesi. Per rispondere al quesito di ricerca sopra citato e verificare la nostra ipotesi, abbiamo diviso l‟analisi in tre parti. Nella prima illustriamo i

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze internazionali e diplomatiche SID

Autore: Valentina Bianchini Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6545 click dal 24/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.