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Effetti di realtà nel cinema di finzione. L'uso dei documenti audiovisivi nell'ambito del racconto cinematografico

Il campo di ricerca di questa tesi è quello della relazione tra realtà e finzione nell'ambito della produzione cinematografica. In particolare ci occuperemo dell'inserimento all'interno di un testo filmico di immagini documentali e testimoniali, in giustapposizione a quelle finzionali, ai fini di una composizione drammaturgica.
Parlando di realtà faremo riferimento all'aspetto fisico e sensibile della stessa, al suo manifestarsi in termini di eventi fattuali, accaduti nel passato od accadenti nel presente. Essa non verrà considerata in termini metafisici.
Utilizzeremo il termine finzione per intendere un'operazione di costruzione (o ricostruzione) di soggetti e/o oggetti e/o eventi. Essa risulta connessa sia alla scelta iniziale del cosa e come inquadrare, riconducibile a tutti i mezzi di registrazione audiovisiva, sia ad operazioni più complesse - quali il montaggio, la disposizione delle luci, la predisposizione di una scenografia e di costumi - proprie del mezzo cinematografico e, in minor misura, del mezzo televisivo. Le immagini finzionali sono il frutto di tale processi.
Indichiamo con documentali tutte quelle immagini che, al pari di qualsiasi altro documento, siano state redatte o sancite da un'istituzione, pubblica o privata, per un qualsiasi scopo informativo, sociale, politico od ideologico. Esempi di tali immagini sono le immagini televisive, la registrazione di eventi pubblici e cerimonie ufficiali, i reportage.
Infine applichiamo l'aggettivo testimoniali a tutte quelle immagini che riportano, più o meno involontariamente, eventi ritenuti (anche a posteriori) di importanza rilevante, od eventi secondari collegati ai principali. Tali immagini rivelano la presenza di un testimone, senza per questo includere necessariamente la presenza umana. Esse provengono da videocamere amatoriali, telefoni cellulari, camere di videosorveglianze e webcam.
Tratteremo le questioni dell'ambiguità dell'immagine cinematografica nel suo rapporto con il referente reale, in analogico e digitale (capitolo 1); della natura documentale o finzionale del cinema, della credenza messa in campo dallo spettatore e dell'importanza del contesto comunicativo in cui le immagini vengono proiettate (capitolo 2).
Concluderemo la parte teorica esponendo delle considerazioni generali sulla difficoltà di modellare in forma drammatica eventi ampiamente documentati, riportando, a titolo esplicativo, delle soluzioni adottate per alcuni film. Valuteremo anche la possibile incidenza dei prodotti cinematografici sul reale e la loro presenza fuori dal contesto cinematografico attraverso nuovi strumenti paratestuali, come i siti internet, nonché l'influenza dei media sul mondo fenomenico in quanto oggetti materiali (capitolo 3).
Nei capitoli successivi (capitoli 4 e 5), che si occupano dei film scelti come oggetto di studio, tratteremo alcune delle modalità con cui i documenti originali “reali” o “ricostruiti” vengono utilizzati all'interno del testo filmico per drammatizzare avvenimenti che si riferiscono a fatti reali. Seguiremo un percorso logico lungo un continuum che va dall'inserimento “puro” di documenti audiovisivi in un film di finzione alla creazione di finti documenti audiovisivi costituenti la totalità del testo filmico.
In tutti i casi analizzati gli eventi di riferimento hanno avuto - o, nel caso del falso documentario studiato, si immagina abbiano avuto in quella “realtà ipotetica” - un grosso impatto sulla società, sia da un punto di vista emotivo, sia sotto forma di ripercussioni immediate e/o storiche.
I film analizzati sono: Il caso Mattei (Francesco Rosi, Italia 1972), JFK – Un caso ancora aperto (JFK, Oliver Stone, USA – Francia 1991), Milk (id., Gus Van Sant, USA 2008), Morte di un presidente (Death of a president, Gabriel Range, Gran Bretagna 2006),Redacted (id., Brian De Palma, Usa - Canada 2007).
Tutti i testi filmici analizzati ci permetteranno di capire come il cinema prenda “in prestito” dal reale eventi e problematiche, rielaborati in forma drammatica in vista di una loro riemissione nel contesto, personale o sociale, dello spettatore. Ognuno di essi tratta proprio quell'evento, la morte, che Bazin riteneva, insieme all'amore, irrappresentabile tramite il mezzo cinematografico (e, immaginiamo, audiovisivo in generale). Proprio il tema della morte, però, è strettamente connesso all'immagine, sin dalla sua “genesi”, dal momento in cui l'uomo ha utilizzato la seconda per proteggersi dalla prima, per “salvare l'essere mediante l'apparenza”.

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Introduzione Il campo di ricerca di questa tesi è quello della relazione tra realtà e finzione nell'ambito della produzione cinematografica. In particolare ci occuperemo dell'inserimento all'interno di un testo filmico di immagini documentali e testimoniali, in giustapposizione a quelle finzionali, ai fini di una composizione drammaturgica. Parlando di realtà faremo riferimento all'aspetto fisico e sensibile della stessa, al suo manifestarsi in termini di eventi fattuali, accaduti nel passato od accadenti nel presente. Essa non verrà considerata in termini metafisici. Utilizzeremo il termine finzione per intendere un'operazione di costruzione (o ricostruzione) di soggetti e/o oggetti e/o eventi. Essa risulta connessa sia alla scelta iniziale del cosa e come inquadrare, riconducibile a tutti i mezzi di registrazione audiovisiva, sia ad operazioni più complesse - quali il montaggio, la disposizione delle luci, la predisposizione di una scenografia e di costumi - proprie del mezzo cinematografico e, in minor misura, del mezzo televisivo. Le immagini finzionali sono il frutto di tale processi. Indichiamo con documentali tutte quelle immagini che, al pari di qualsiasi altro documento, siano state redatte o sancite da un'istituzione, pubblica o privata, per un qualsiasi scopo informativo, sociale, politico od ideologico. Esempi di tali immagini sono le immagini televisive, la registrazione di eventi pubblici e cerimonie ufficiali, i reportage. Infine applichiamo l'aggettivo testimoniali a tutte quelle immagini che riportano, più o meno involontariamente, eventi ritenuti (anche a posteriori) di importanza rilevante, od eventi secondari collegati ai principali. Tali immagini rivelano la presenza di un testimone, senza per questo includere necessariamente la presenza umana. Esse provengono da videocamere amatoriali, telefoni cellulari, camere di videosorveglianze e webcam. Tratteremo le questioni dell'ambiguità dell'immagine cinematografica nel suo 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Francesca Tocchet Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1974 click dal 24/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.