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Dalla giurisprudenza pontificale alla giurisprudenza "laica": il contributo di Tiberio Coruncanio e di Sesto Elio Peto Cato

Esame del processo di laicizzazione della giurisprudenza nella Roma arcaica.

I pontefici, pur essendo dei sacerdoti e quindi legati al mondo del sacro, hanno una competenza tecnica nel senso che hanno a che fare con gli aspetti tecnici della religione.
Competenza tecnica che riferita, per esempio, al diritto penale poteva significare il controllo nel dettaglio della vittima da sacrificare, oppure il controllo del coltello (che doveva essere magari di un certo materiale) con il quale si sacrificava la vittima.
Non c’è dubbio che i membri dei collegi sacerdotali dell’età monarchica, rappresentano i più antichi giuristi, intendendosi con questa espressione chi esercita professionalmente la scienza giuridica.
Nel caso presente gli elementi spirituali e carismatici del sacerdozio restano confinati nello sfondo. I sacerdoti romani non erano maghi o indovini, né chiaroveggenti, produttori di pioggia o guaritori, non erano uomini di Dio il cui carattere divino derivasse da qualche misterioso dono personale.
Questi sacerdoti non erano persone "spirituali" che conducevano una vita sacerdotale esemplare, ma piuttosto tipici "honoratiores" cioè persone di alto rango sociale, ai quali la posizione economica permetteva di assumere pubbliche cariche senza compenso pecuniario.
Aprivano l’ingresso alle loro illustri corporazioni, in parte l’alto lignaggio, in parte i meritori servizi resi allo Stato in pace o in guerra. Di regola essi erano magistrati prima di diventare sacerdoti: un Pontifex Maximus che non avesse tenuto in precedenza una magistratura curule era una rarità...

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5 CAPITOLO PRIMO IL DIRITTO NEL PERIODO PIÙ ANTICO DI ROMA SOMMARIO: 1. Le origini del diritto. – 2. L’attività dei pontefici. 1. Le origini del diritto Si è generalmente d’accordo nel ritenere che, durante i primi tre secoli della storia di Roma, gran parte del diritto, in particolare del diritto privato, sia stato costituito dai mores cioè da costumi e da regole non scritte ad essi conformi. 1 Pomponio, giurista del II secolo d.C., autore di un’opera sulla storia del diritto romano intitolata, - secondo l’attestazione del Digesto che ne riporta un amplissimo frammento, (D.1.2.2; Pomp. l. sing.ench.) - liber singularis enchiridiii - che sarà un costante punto di riferimento nella stesura di questa tesi, non menziona espressamente i mores. Egli però scrive: D.1.2.2.1 (Pomp.l sing.ench.): Et quidem initio civitatis nostrae populus sine lege certa, sine iure certo primum agere instituit omniaque manu a regibus gubernabantur. 1 I mores sono così definiti da G. PUGLIESE, Istituzioni di diritto romano, Torino 1998, p. 33.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Maria Silvia Zoncu Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.