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Problem-based learning online: aspetti teorici e modelli applicativi

Con lo sviluppo della formazione a distanza (FaD) di terza generazione si è assistito alla diffusione di nuovi scenari educativi che riescono a rispondere alla profonda trasformazione degli ultimi decenni che riguarda il campo della formazione. La quasi totalità degli studenti cerca nei corsi di formazione delle precise caratteristiche, come la personalizzazione e la diversificazione; l'aspettativa comune è quindi quella di studiare in un ambiente di apprendimento che risponda alle proprie esigenze specifiche.
Il successo della FaD, tra le altre cose, è dovuto proprio alla sua malleabilità, alla sua capacità di poter essere adattato a qualsiasi bisogno grazie alla mancanza di vincoli spazio temporali che invece caratterizzano la formazione in presenza. Tutto ciò non significa che lo studente è isolato durante il processo di apprendimento, al contrario l'e-learning permette interessanti forme di collaborazione.
L'apprendimento collaborativo affonda le sue radici nei modelli pedagogici e nella tradizione attivistica dei primi decenni del '900 ed è alla fine degli anni '80 che si instaura un forte legame tra questo concetto e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione che, con la diffusione di Internet, consente lo sviluppo di nuovi settori di ricerca tecnologica. Uno di questi è il Computer Supported Collaborative Learning (CSCL), un filone di ricerca tecnologica che ha l'obiettivo di promuovere l'apprendimento collaborativo. Esso in particolare si propone di indagare come l'apprendimento supportato dalla tecnologia possa migliorare il lavoro di gruppo, l'interazione tra pari e la condivisione di conoscenze
Una delle metodologie didattiche che rende possibile l'apprendimento collaborativo è il Problem-based learning, nato nella formazione faccia a faccia ma che ha trovato sviluppo nel mondo virtuale.
Con la mia tesi, partendo dalle origini teoriche su cui si basa tale metodologia e proseguendo con l'illustrazione delle sue caratteristiche, mi ripropongo di illustrare come esso, nonostante sia basato sul lavoro di gruppo e sull'interazione tra i membri, possa trovare applicazione nella formazione in rete.
Il primo capitolo illustra le teorie che sono alla base del PBL. Partirò quindi da Dewey e dalle sue idee di rendere lo studente attivo nel processo di apprendimento, di favorire la collaborazione tra allievi e di promuovere un apprendimento del tipo “learning by doing”. Il secondo autore che presenterò è Bruner, il quale ha recuperato il concetto gestaltico di Insight e si è soffermato sull'apprendimento per scoperta e sulla collaborazione. Infine Jonassen, psicologo dell'educazione contemporaneo, che nei suoi studi ha approfondito l'efficacia del problem-solving.
Nel secondo capitolo è descritta la metodologia del PBL; spiegherò dapprima quali caratteristiche deve possedere un problema per poter essere utile ai fini del PBL e come devono essere organizzate le attività per rendere efficace tale approccio.
Infine, nel terzo capitolo, è evidenziato come il PBL può essere applicato in ambienti di formazione a distanza e quindi quali caratteristiche devono essere rispettate per garantire una buona collaborazione tra gli studenti.
Il lavoro si conclude con la presentazione di alcuni casi concreti di Problem-Based Learning online, ricavati attraverso l'analisi di alcuni siti internet accreditati sul tema del PBL.

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Introduzione «Siamo continuamente messi di fronte ad una serie di grandi opportunità perfettamente travestite da problemi insolubili.» John W. Gardner Con lo sviluppo della formazione a distanza (FaD) di terza generazio- ne si è assistito alla diffusione di nuovi scenari educativi che riescono a ri- spondere alla profonda trasformazione degli ultimi decenni che riguarda il campo della formazione. La quasi totalità degli studenti cerca nei corsi di formazione delle precise caratteristiche, come la personalizzazione e la di- versificazione; l'aspettativa comune è quindi quella di studiare in un am- biente di apprendimento che risponda alle proprie esigenze specifiche. Il successo della FaD, tra le altre cose, è dovuto proprio alla sua mal- leabilità, alla sua capacità di poter essere adattato a qualsiasi bisogno grazie alla mancanza di vincoli spazio temporali che invece caratterizzano la for- mazione in presenza. Tutto ciò non significa che lo studente è isolato duran- te il processo di apprendimento, al contrario l'e-learning permette interes- santi forme di collaborazione. L'apprendimento collaborativo affonda le sue radici nei modelli peda- gogici e nella tradizione attivistica dei primi decenni del '900 ed è alla fine degli anni '80 che si instaura un forte legame tra questo concetto e le tecno- 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Margherita Medusa Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.